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Cronache fotocoronavirali 2 - Il "cata" da 1000 mm

Vabbe', ragazzi, quando si è bloccati in casa e non si può fare altro, ci si consola con esperimenti su esperimenti, sfidando l'impossibile, per così dire. E dopo, viene anche voglia di condividerli, tanto per restare in contatto. Per questo nascono le "cronache coronavirali", di cui questa è la seconda puntata.

Ieri mattina, mentre ero in altre faccende affaccendato, l'occhio mi è caduto su quel bidone (letteralmente) del 1000 mm catadiottrico russo.

Ora, lo sanno tutti che i teleobiettivi catadiottrici non brillano per qualità e resa ottica, e che gli MTO russi non sono certo tra i migliori che siano mai stati prodotti. A onor del vero a me son sempre piaciuti, e possiedo sia il 500 mm (che è un obiettivo "umano") che appunto il 1000, che pesa un accidente ed è ingombrante come un TIR e altrettanto maneggevole. Tuttavia li uso solo per foto "creative", proprio per il loro caratteristico sfocato con alte luci "a cerchietto".

Un paio di anni fa, seguendo le indicazioni su un "tutorial" trovato chissà come, ho hackerato il 1000 mm eliminando tutta la parte ottica. In pratica ho tolto il gruppo ottico a lenti (di fatto una sorta di moltiplicatore di focale) e lasciato solo lo specchio, ottenendo un obiettivo "lensless", che già come concetto non è male! La logica è che mentre lo specchio è ben fatto, siano le lenti ad essere scarse e a ridurre la qualità dell'obiettivo.

Con mia sorpresa, ho scoperto che è assolutamente vero. Senza il gruppo ottico la lunghezza focale si riduce (circa a 700-800 mm) e la luminosità aumenta (credo di un diaframma), ma soprattutto la resa ottica fa un balzo avanti niente male. Non ci sono aberrazioni (di cui i "cata" soffrono comunque poco e solo a causa delle lenti) o distorsioni e la nitidezza è più che accettabile, anche ai bordi. Ma dopo questo intervento radicale e qualche test, avevo accantonato l'MTO per l'inaccettabile ingombro e non ci avevo pensato più. Fino appunto a ieri mattina, quando dal balcone di casa ho fatto un po' di fotografie di prova - riprendendo la scalinata di un palazzo distante parecchie centinaia di metri - montando il 1000 su una Panasonic M4/3, ottenendo dunque un "cannone" di circa 1500 mm finali.


Ho impostato la fotocamera a 1600 ISO per ridurre il rischio di mosso e quello sopra il risultato. Sorprendente per un obiettivo senza nemmeno una lente e solo uno specchio, no?

Ecco qui sotto il crop della parte centrale (convertito in BN) tanto per confermare che la nitidezza è assolutamente ragionevole (si nota il degrado dell'immagine per gli alti ISO, ma questo è un altro discorso, d'altra parte ho impiegato un G2 del 2008...).


E visto che siamo in tema di deliri fotografici dovuti alla cattività forzata, fatte le prove sopra ho cominciato a giochicchiare con i software come non facevo da un sacco di tempo.  Scoprendo che in effetti è divertente. Ecco un "corrimano alla fragola" in versione Salvador Dalì.


Ma siccome l'importante è esagerare, sono andate anche oltre, lavorando in negativo, e da quella che era una semplice prova tanto per levarmi una curiosità pur rimanendo in casa, sono arrivato a un'immagine "sintetica" che tutto sommato nemmeno mi dispiace. 


Nulla di tutto questo sarebbe esistito senza l'epidemia e i decreti restrittivi del governo, e magari è questa la lezione da imparare. Che a volte giocare, cazzeggiare e tornare bambini può essere utile a eliminare un po' di scorie mentali, a resettare il nostro sguardo, a farci superare certi pregiudizi sulle modalità con cui normalmente scattiamo le nostre foto.

Sia chiaro, appena il virus molla la sua presa, torno a pellicole e bianco e nero, ma intanto mi sto davvero divertendo a ripercorrere strade abbandonate tanto tempo fa, e se vi va cercherò di raccontare i miei esperimenti nelle prossime puntate di queste "cronache"!



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