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Divertimenti telefonici

Il post di oggi non è per niente impegnato. Non che gli altri lo siano chissà quanto, ma almeno cerco di sviluppare un ragionamento che abbia un senso. Stavolta no, è un puro divertissement digitale. La storia è semplice.

Mentre ero in giro per fare delle fotografie (oltretutto analogiche) ho deciso di scattarne alcune con il mio smartphone, un modello economico della Huawei (l'Y6 del 2018). Ma siccome mi piace anche maltrattare le attrezzature fotografiche, o comunque utilizzarle in modalità che non sarebbero loro tipiche, ho scattato le foto come se lo smartphone fosse una normale fotocamera, su treppiedi. In più, ho testato un economico aggiuntivo grandangolare, così, per non farmi mancare nulla.


Ovviamente la qualità complessiva peggiora molto, ma non è che questo sia poi così importante: per fare le foto "fatte bene" ci sono sempre le vere fotocamere: se utilizzare lo smartphone ha un senso - secondo me - è per le caratteristiche intrinseche di questo strumento, non per la sua capacità di imitarne altri.

Ovviamente gli smartphone di classe superiore hanno oramai tre fotocamere - il nuovo P40 Pro ne ha cinque! - e non richiedono di certo gli aggiuntivi ottici. Ma tant'è, noi comuni mortali che - per ora almeno - ci rifiutiamo di spendere 500-800 € per un "telefono" dobbiamo far buon viso a cattivo gioco.


Debbo dire che la netta perdita di qualità ai bordi introdotta dall'aggiuntivo lo rende inutilizzabile per le foto "serie", ma può avere un utilizzo creativo. E anzi, ho scoperto che posso montarlo sul mio obiettivo CCTV 25 mm f/1.4 (cinesissimo), ottenendo un vero "casino" che però mi piace tanto tanto. Ma ne riparleremo.

Viceversa, lo smartphone da solo, se utilizzato con un po' di attenzione, riesce a realizzare delle fotografie più che degne. Visto che l'Y6 non ha il RAW e nemmeno i controlli manuali fatti bene, ho installato una app (Footej) che invece permette di salvare il formato grezzo in .dng e consente un certo controllo manuale, a cominciare dagli ISO che, normalmente sarebbero automatici.

Ma se si vogliono utilizzare i tempi di scatto lunghi, questa funzione va disabilitata. E comunque non basta, perché l'obiettivo è sempre "troppo luminoso". Allora porto sempre con me una filtro a lastrina ND8 che ho tagliato in pezzi più piccoli e che fisso davanti l'ottica dello smartphone con un semplice elastico.


In tal modo si può arrivare facilmente a scattare con tempi di 1-2 secondi. Mettendo due "filtrini" uno sull'altro, si può anche fare di meglio ma nel mio "telefono" subentra un hot-spot di diversa colorazione rispetto al resto, che si può sistemare in post (almeno parzialmente) e che comunque a me non dispiace. A dire il vero tutti i colori si alterano, ma questo - lo ribadisco - fa parte del gioco!


La foto sopra è stata realizzata con un tempo di scatto di ben 4 secondi e il risultato è un'immagine con colori alterati e un po' desaturata, che fa molto "vintage" e mi piace un casino. La gamma tonale è discreta e l'acqua della cascata è debitamente "morbida". 

Per concludere, ecco invece una foto fatta con tutti i "crismi", cioè con una sola lastrina, autoscatto per evitare il mosso (e treppiedi, ovvio), ISO 100, salvataggio in RAW e postproduzione con Lightroom.


Francamente resto stupito della qualità finale, tenendo conto del livello del mio smartphone, privo di tutte quelle accortezze dei modelli più avanzati, con le loro ottiche Zeiss o Leica. Diciamo che un osservatore normale avrebbe difficoltà a capire che è stata scattata con un telefono.

Ma, lo ribadisco, alla fine mi intrigano di più le possibilità creative di questi "device", ottenibili non tanto - o non solo - con apposite app, ma spingendo più in là le loro possibilità tecniche. Ad ogni modo, intanto, mi sono molto divertito. Alla prossima.


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