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Un progetto istantaneo (e molto Surrealista)

Sulla rivista surrealista "Minotaure" (dicembre 1933) vennero pubblicate alcune fotografie di Brassai intitolate "Sculputures Involontaires", realizzate in collaborazione con Dalì.

Si tratta di macrofotografie di "objects trouvè" nelle tasche dei pantaloni (biglietti del tram appallottolati, pezzetti di carta, ecc.) o nell'ambiente circostante (pasta dentifricia sul bordo di un lavandino, scaglie di sapone, mollichine di pane, e così via).

Insomma, secondo la logica dell'automatismo - tutta Surrealista - ognuno di noi crea a getto continuo delle piccole sculture e basta la fotocamera a scovarle e rivelarle al mondo. Un'operazione - con modalità diverse - ripresa anche dall'artista messicano Gabriel Orozco alla fine degli anni '90 e successivamente anche da altri artisti.

Qualche giorno fa mi trovavo a Roma per una visita medica e durante il tragitto dall'ospedale alla fermata dell'autobus - debitamente allungata per... motivi artistici! - ho ripensato a queste fotografie di Brassai e al concetto di fondo che volevano esprimere e mi sono detto: potrei realizzare un "progetto istantaneo" in questa mezz'ora o poco più che ho a disposizione?


Roma, lo sappiamo, ha grossi problemi con i rifiuti; a causa dell'inciviltà di molti cittadini e turisti, ci sono ovunque cartacce, buste di plastica, pacchetti di sigarette e altri scarti di vario genere, che ho sempre guardato con rabbia e disgusto. Ma ora mi si offriva l'occasione di guardarli e dunque vederli sotto una diversa luce.

I maleducati che arrotolano il biglietto della metro, il fazzoletto di carta con cui si sono appena soffiati il naso o lo scontrino del bar in cui hanno appena preso un caffé potrebbero essere degli "artisti involontari", creatori di installazioni e sculture lasciate "en plain air" per il godimento di noi spettatori passivi, complice l'inefficenza dell'AMA?


Perché non provare a vederla in questo modo? Avevo con me solo lo smartphone e così ho scattato con questo device le foto del progetto, alcune delle quali corredano il post, utilizzando il RAW ed effettuando una normale postproduzione con la conversione in bianco e nero.

Sai una cosa? Mi sono divertito un sacco, e soprattutto ho scoperto - o meglio, ho ancora una volta avuto conferma - che è il modo in cui un fotografo guarda alle cose a cambiare davvero le sue prospettive, a rivelargli mondi nascosti, a costringerlo a collocarsi in un diverso punto di vista, a non dare mai nulla per scontato.


Non che ora mi piaccia Roma sporca e piena di cartacce, tuttavia anche una cartaccia può avere la sua bellezza e i suoi significati nascosti. Sarebbe bello anche utilizzare un po' di "critichese" e fare una bella "recensione" di ciascuna di queste opere. Ci provo con questa immagine di un pacchetto di sigarette spiaccicato sull'asfalto e dissolto dalla pioggia.


"L'artista ci ha lasciato una traccia ontologica della sua percezione spaziale, che è come annullata nel cortocircuito temporale e spaziale, fino a rendere la sua opera l'alter ego di un desiderio inespresso, un algoritmo di sensazioni che si annullano nello spazio zero del nero catramoso, in un ambiente urbano dissolto dalla volontà narcisista di sfruttare le forze naturali, di metterle al proprio servizio, pur nella esiziale ricerca del nulla che avanza, della morte incipiente, dell'Heimat personale che diventa sguardo sul mondo, incompiuto e inconoscibile. Un'opera perfetta nella sua apparente imprescindibilità".

Capito niente? Perfetto, se una critica si capisce non è venuta bene!


Credo che farò altri "Progetti Istantanei": hanno molto da insegnare a noi fotografi, specialmente quelli come me che si imbarcano sempre in lavori che durano minimo tre-quattro anni e richiedono grandi sforzi mentali e logistici. A volte realizzare qualcosa nel breve volgere di una passeggiata è terapeutico...


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Commenti

  1. In effetti non ci avevo mai pensato di usufruire della maleducazione altrui. Mi verrebbe in mente, se potessi, di organizzare una mostra che documenti tutto questo. Magari qualcuno potrebbe recepire il messaggio e cambiare comportamento.
    Questo è un aspetto, mentre quello artistico mi affascina tantissimo.
    Sono le cose semplici quelle più ingegnose, e io amo la semplicità.

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  2. Tutto decisamente molto interessante

    RispondiElimina

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