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Viaggio su Marte

Il pianeta rosso sarà, probabilmente, il primo a essere "colonizzato" quando gli esseri umani riusciranno a viaggiare nello spazio. Certo, viverci non dev'essere una gran pacchia, per noi abituati alla bellezza della Terra! Comunque un po' di atmosfere marziane è possibile viverle - o almeno vederle - grazie alla fotografia all'infrarosso. Normalmente io pratico la fotografia IR in Bianco e Nero: anche la fotocamera che utilizzo è impostata per mostrare le foto sul display in monocromatismo.


Tuttavia, scattando in RAW, il risultato è comunque una foto a colori che poi converto in Bianco e Nero. Qualche volta, però, lo ammetto, sono affascinato da questi strani colori, e mi piace giocarci un po'. Così la forra in cui sono stato l'altro giorno diventa qualcosa di alieno, con la vegetazione di colore rosso e l'acqua di uno strano blu un po' "malato". Roba da Isaac Asimov!


In alcuni casi i colori si accordano in maniera sorprendente alla realtà, come nella foto della parte terminale della forra, che si incunea tra la roccia tufacea, che in effetti è più o meno rossastra come appare all'infrarosso. 

Amo molto, della fotografia, la possibilità di vedere il mondo in modalità che ci sono precluse dalla vista naturale, a cominciare dai tempi di esposizione molto lunghi - ma anche quelli brevissimi che bloccano il movimento - alle riprese in lunghezze d'onda anomale. In tal senso credo davvero che la fotografia possa ampliare i nostri sensi, permetterci di guardare oltre la realtà quotidiana, diventare uno strumento di esplorazione, specialmente quando guidata dalla fantasia.

A livello tecnico, le foto sono state fatte con una mirrorless Panasonic modificata per l'IR e filtro ND8; in postproduzione ho in pratica solo aggiustato le curve e regolato i colori. Aprendo il file, infatti, la foto appare completamente rossa e occorre dapprima regolare il bilanciamento del bianco per avere almeno una prima ottimizzazione, che poi va però perfezionata o con il metodo LAB oppure con la regolazione della tonalità e saturazione. In tal senso i colori sono del tutto falsi, mancando un riferimento certo con la realtà. Non conviene nemmeno tentare di recuperarli in qualche modo, è preferibile "giocarci" e trovare la soluzione più interessante.

Anche per questo, in genere, prediligo la versione in Bianco e Nero.


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