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Il blocco dello scrittore-fotografo

Sto cercando di tenere un ritmo tranquillo ma regolare su questo blog, sebbene la mancanza di commenti e interazioni renda difficile capire se i miei post interessino o meno i lettori, che pure ci sono. Insomma, ogni tanto mi blocco, pensando a che argomento trattare, e in fondo su dove portare questo spazio che era nato per la promozione delle mie attività e che nel frattempo è diventato una specie di luogo dove riflettere sulla fotografia in modo più libero e anarchico rispetto al blog che tengo su Reflex-Mania (EffeVentidue), che è quello "serio".


Ieri avevo deciso di sterzare molto di più verso la fotografia analogica, di fare quasi un blog "al grano d'argento", ma poi oggi non ne ero più così convinto. 

Oltretutto, leggendo i consigli dei "guru" di Internet, sembra che se in un blog, che pure è online da un po', non ci sono interazioni, questo è dannatamente un brutto segno. Significa che le persone non trovano nulla da aggiungere a quel che dico (e questo nel migliore dei casi) oppure che non sono poi così interessate all'argomento da essere motivate a commentare e interagire. Gulp.


Riflettevo dunque su un fatto ovvio ma nemmeno tanto: a che serve un blog personale di fotografia

Ci sono blog che trattano di fotografia, è vero, magari tenuti da fotografi, ma che affrontano argomenti tecnici, oppure che raccontano di eventi, o cose del genere. Ovviamente ci sono blog di grandi fotografi che dicono la loro e sono osservati attentamente dai "fan" che li ammirano: ma sono pochi e si possono permettere anche di dire cavolate, che tanto saranno comunque osannati. In verità, quasi tutti dicono cose assennate, ma era tanto per dire.

Mi sono così reso conto che forse le cose che scrivo sono relativamente poco coinvolgenti, oppure lo sono per me, ma non per i lettori (per te che stai comunque leggendo), che magari navigano in cerca di consigli - nella maggior parte dei casi - o di informazioni su fotocamere e obiettivi, e comunque non hanno voglia di star lì a leggere i miei pensieri e le mie riflessioni.


Con questo non intendo certo dire che voglio smettere di alimentare questo blog, tutt'altro. Solo che sto riflettendo su come renderlo più utile, per me e per gli altri. Visto che campo di fotografia, dei miei corsi e delle mie pubblicazioni, il blog è - o dovrebbe essere - anche un veicolo promozionale di quanto vado realizzando. Non credo ci sia nulla di male in questo, se non lo si fa in modo truffaldino o nascosto. 

Ma il lavoro che richiede il blog non è professionalmente remunerativo se poi alla fine le persone non "prendono contatto" con me, non acquistano i miei libri, non mi aiutano nella mia attività, ad esempio dando suggerimenti, o collaborando - che so - per organizzare presentazioni, conferenze o altro.


Dunque ho iniziato una lunga riflessione su dove portare il mio blog: visto che di "filosofia fotografica" parlo su EffeVentidue, probabilmente cercherò di fare qualcosa di più pratico senza diventare come tanti che scrivono solo di tecnica e attrezzatura. Di certo darò sempre più spazio all'analogico, con cui lavoro oramai il 30-40% delle volte. Ma non so ancora bene in che modo.

Probabilmente svilupperò di più i Podcast, che sono un modo più efficace di comunicare, perché le persone possono scaricarli e ascoltarli quando fanno altro, tipo cucinare o guidare. Vedremo. Intanto, si accettano consigli, idee e "dritte". Se hai qualcosa da dirmi, batti un colpo!

(Tanto per dire, le foto che illustrano il post sono tutte analogiche: Nikon FE e Kentmere 100)


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Commenti

  1. Per quel che mi riguarda i tuoi post sono davvero interessanti, non solo perché trattano argomenti totalmente fuori dalla massa ormai noiosa e carica di commercialità, ma perché sono strettamente legati alla fotografia in senso puro, nel più antico senso del termine. Leggendoti nei tuoi articoli e nei tuoi libri sto scoprendo quanto sia importante fare 10 passi indietro per sperare di farne 1 avanti. Mi spiace se non commento ma condivido tutto e se puoi o se ti va ti chiedo di continuare. Michele.

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    1. Grazie Michele, intendo continuare, in effetti, ma rifletto su come farlo in modo che più persone possano trovare interesse in quel che scrivo. Questo anche perché già ho un blog di tipo "filosofico" su RM e non vorrei "duplicarlo". se non lo conosci, questo è il link: https://www.reflex-mania.com/effeventidue/

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  2. Caro Marco, poni una domanda alla quale è difficile dare una risposta.
    Osservando le pubblicazioni dei colleghi di corso, dove la gran parte dichiara di avere poco tempo per svolgere gli esercizi nonostante la passione per la fotografia.
    Penso che molti di Noi con l'uso del digitale ci siamo impigriti ( come dicevi nell'ultimo podcast :"il cervello se può evita di sprecare energie") perché se sbagli con il digitale puoi cancellare e rifare. Mentre
    la tua fotografia è ponderata di ricerca al di fuori di ogni schema, libera lacci e lacciuoli.
    Non so perché ma, la prima che mi viene alla mente è una cena tra amici dove con la complicità della convivialità possa scaturire qualche idea.
    Sbaglierò ma, manca il coinvolgimento diretto.
    Anche se siamo in contatto via social, siamo dei perfetti estranei e manca la scintilla.
    Non dico che Tutti noi messi insieme potremmo dare una svolta, perché , non tutti ( me compreso) sono in grado di fare appropriate analisi in merito. Ma più sono le idee più sono le soluzioni possibili.
    Però, anzi più di un però; come si organizza tutto ciò? Come veicolare la discussione? Sara possibile realizzare un'idea in modo disinteressato per poter dare luce a progetti che in futuro potranno far parte della nostra memoria?
    Comunque vada sarebbe una bellissima esperienza, e un'occasione per dare un contributo e una svolta alla passione che ci accomuna.

    Un caro saluto
    Angelo


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    Risposte
    1. Grazie Angelo. La questione che poni è esattamente al centro anche della mia riflessione. Diciamo che Internet domina le nostre vite, ma il nostro cervello ancora non lo sa, e non si adegua facilmente! ;-)

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  3. Interessanti gli argomenti che tratti, originali e fuori dalle solite cose ripetitive che ormai trovi dappertutto. Per quanto mi riguarda continua così, il tempo darà i suoi frutti, complimenti.

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  4. Ciao, anche io mi aggiungo al coro dei lettori distratti e pigri che leggono-prendono-e non danno (un pò parassita in effetti!). I tuoi contributi li trovo mediamente molto interessanti e torno spesso nel tuo blog, attirato inizialmente dal tuo utilizzo del supporto analogico. Personalmente mi interesserebbero anche dei post in cui magari ci illustri come nasce una idea, come la sviluppi, come pianifichi quel lavoro, come lo approcci (dei piccoli tutorial per piccoli port-folisti) oltre a qualche piccola incursione nella tua camera oscura con qualche pillola sulle tue sessioni di stampa, come ti organizzi etc. Ciao e non mollare con il blog!
    Stefano

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