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Ti presento Ben

C'è stato un tempo in cui, per lavoro (facevo il fotografo di viaggi), facevo lunghi spostamenti, spesso in treno, ma anche in auto. Qualche volta in aereo. Da allora molte cose sono cambiate nella mia vita, a cominciare dal fatto che le riviste di viaggi hanno chiuso quasi tutte. Ma soprattutto mi son reso conto che viaggiare non è un atto neutro. 

Non abbiamo ancora il teletrasporto stile Star Trek, e ogni spostamento ha un impatto, sia ambientale, sia di consumo di risorse, per non parlare degli animali uccisi perché investiti, delle morti per incidenti e così via.

Fotografia realizzata insieme a (e grazie a) Ben, utilizzando una Nikkormat EL e pellicola Rollei Retro 80

Insomma, ogni volta che vai da A a B, e un fotografo lo fa spesso, prendi una decisione che, come la mitica farfalla che provoca un uragano da qualche parte nel mondo, qualcuno prima o poi pagherà. 

Da quando mi sono trasferito nella Tuscia, dunque, i miei viaggi sono diventati sempre più a corto raggio, secondo la logica di Ansel Adams che viaggiare porta a foto superficiali - il più delle volte - e che solo tornando e ritornando in un luogo si può arrivare allo scatto significativo. Che è una bella lezione, se pensiamo che oggi se non fotografi le cascate di Iguazù o le megattere nella Repubblica Dominicana, non sei nessuno, e ci sono "Influencer" che girano costantemente il mondo, come se questo non avesse alcun impatto ambientale. 

Per tacere dell'inevitabile neocolonialismo vacanziero. Ma tant'è, ognuno è garante delle scelte che fa.

Per 13 anni ho dunque guidato la mia auto di piccola cilindrata, a metano, per le strade della Tuscia, collezionando quasi trecentomila chilometri. C'è qualcosa di magico in questo numero, in fondo è la velocità della luce in un secondo. E' un poco meno della distanza tra la Terra e la Luna (384.000 km).  Sono 23.000 km l'anno, una percorrenza standard, tenendo conto che il grosso l'ho fatto nei primi anni. Ma insomma, è quasi giunto il momento di dire addio alla mia "Punto" vecchio tipo, che oramai ha iniziato un processo di autodistruzione. Ne ha ben donde, in fondo.


Ma - mi sono chiesto - un fotografo non ha alternative all'auto? Deve per forza viaggiare in quella scatoletta e guardare il mondo come sullo schermo della TV, dietro un vetro? Avendo fotografato spesso pedalando in bicicletta già conoscevo alternative e così è arrivata Ben. 

So che il nome è maschile e invece una motocicletta è per definizione di genere femminile, ma fa niente: Ben sta per "Benelli" che è la marca della mia nuova moto di piccola cilindrata, che consuma pochissimo - parametro fondamentale - occupa pochissimo spazio, non va veloce (non ho fretta di arrivare), la parcheggi ovunque e soprattutto costa poco. Un mezzo ideale per girare e fare fotografie? 

Gli svantaggi sono evidenti: la pioggia, il freddo d'inverno e il sole d'estate, il poco spazio per stivare l'attrezzatura, il casco, il vestiario, e anche la pratica che manca e che sto cercando di recuperare dopo trent'anni che non portavo una moto. Sembrava più facile guidarla, in effetti.


Posso dire che molti di questi svantaggi sono anche dei vantaggi: da tempo ho ridotto le dimensioni della mia attrezzatura e dentro uno zaino riesco a far stare una mirrorless con due piccoli obiettivi e anche un paio di analogiche, più un treppiedi, poi non c'è alcuna separazione con l'ambiente circostante e se fa freddo, senti freddo, se fa caldo, senti caldo. Pronto a trasferire nelle tue foto quelle sensazioni sin da subito.

Confesso, qualche dubbio ancora ce l'ho, ma quando si fa una scelta, deve solo esistere la strada imboccata, i bivi è meglio dimenticarli. Tra qualche mese non avrò più l'auto e spero di aver fatto sufficiente pratica con "Ben" per iniziare un'intesa fotografica proficua, tutta a due ruote (bici e moto), nella consapevolezza di bruciare poca benzina e occupare il meno spazio possibile.

Non la propongo certo come scelta adatta a tutti. Ancora non so se è del tutto adatta a me! Semplicemente ci tenevo a sottolineare che la fotografia non inizia - e non termina - con la fotocamera, e che nel momento stesso in cui usciamo da casa per andare a fotografare, dovremmo chiederci se siamo - o ci sforziamo di essere - coerenti con le nostre convinzioni, idee o necessità. Poi ognuno troverà la soluzione più adatta, o quella meno "dolorosa".

Buon viaggio e buona luce, allora!

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Commenti

  1. Ottima scelta, da fotografo e uomo "consapevole" e saggio!

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  2. Scelta coraggiosa! Le motociclette le trovo troppo pericolose… Preferisco muovermi con la bici, certo che per spostarsi di centinaia di Km diventa un tantino problematico :-) !
    Ad ogni modo auguri per la nuova avventura !

    RispondiElimina

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