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Il potere del Bianco e del Nero

"Bianco e Nero sono due bei colori, per non dire del grigio che è un colore bellissimo" (G. Berengo Gardin)

Avrai notato che nel titolo non ho scritto del "bianco e nero", in quanto non voglio parlare tanto della modalità di ripresa monocromatica, quanto del fatto che, pur vivendo in una realtà a colori, accettiamo e apprezziamo le foto senza colori e anche gli oggetti non colorati.


Ogni anno ci sono società, come la Axalta Coating Systems, che rilasciano la classifica dei colori per auto più diffusi. Bene, da molti anni non cambiano molto: nel 2018, in Europa, il 25% delle auto era bianco, il 21% nero e il 20% grigio. Praticamente nel 66% del totale non c'erano colori nel senso classico del termine.

E non è l'unico caso. Addirittura il settore dei grandi elettrodomestici viene definito "il comparto dei bianchi", visto che frigoriferi, lavatrici, forni e lavastoviglie sono in gran parte di questo colore, anche se negli ultimi anni si assiste a una certa rivincita del nero, che va forte soprattutto in alcuni paesi come la Gran Bretagna. 

Si tratta, è vero, di un contesto in cui i colori vivaci non sono mai andati molto di moda (il settore dei piccoli elettrodomestici è detto "comparto dei marroni", che non è proprio esaltante), però sta di fatto che siamo circondati da questi due colori "non colorati", che hanno una presenza fortissima anche in molti altri ambiti. 

Basti pensare all'edilizia. Specialmente nel nostro Meridione e in Grecia, il bianco è diffusissimo per pitturare le case, mentre il grigio e il nero abbondano nell'asfalto delle strade (con la segnaletica orizzontale bianca!), ma anche i classici "sanpietrini romani (e il "pavé" in generale) sono grigio scuro, mentre il grigio del cemento è oramai un simbolo di modernità. Se ti guardi un attimo intorno, poi, ti renderai conto che gran parte delle stanze in cui viviamo e lavoriamo è rigorosamente bianca. 

Vogliamo parlare della moda, dove spopolano sia il bianco che il nero? Ma insomma, hai capito quel che intendo.


Se vuoi c'è anche una componente simbolica: il bianco significa luce, pulizia, igiene, purezza, candore; il nero è eleganza, serietà, robustezza e certo, anche morte, in Occidente (in Giappone è il bianco il colore dei funerali). 

Mi affascina particolarmente questo fatto che pur vivendo in un mondo colorato, e a volte anche artificialmente sovrasaturo, pure la nostra vita si svolge in ambienti dove dominano il bianco e il nero.

Ma cosa sono il bianco e il nero? Per Wikipedia, il bianco  "è un colore con elevata luminosità, ma senza tinta. Più precisamente contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico ed è chiamato anche colore acromatico". Il nero invece "corrisponde all'impressione visiva che viene sperimentata quando nessuna luce visibile raggiunge l'occhio. I pigmenti che assorbono la luce piuttosto che rifletterla danno luogo al nero".

Ma di definizioni ce ne possono essere moltissime, a seconda degli ambiti in cui questi colori vengono impiegati.


Noi fotografi potremmo definire il bianco 256,256,256 o anche Zona X, mentre il nero è 0,0,0 o anche Zona 0

Non particolarmente poetico in effetti, eppure i bianchi e i neri ci servono per realizzare delle poesie visive, come ai poeti il nero dell'inchiostro serve a fermare i pensieri e le emozioni. Sebbene, come scriveva Paul Claudel, "la poesia non è fatta di queste lettere che pianto come chiodi, ma del bianco che resta sulla carta", che è un'immagine che trovo bellissima.

Quante cose si definiscono grazie all'incontro del bianco e del nero, al loro giocare a rincorrersi, nella loro armonia contrapposta come nello Yin e Yang! E dove predomina uno, l'altro lo sostiene, in un gioco di rimandi che non può che colpire l'immaginazione. Ed è straordinario che, grazie al bianco e al nero, possiamo raccontare tutto il mondo, e anche l'Universo (che è nero profondo), ciò che è fuori di noi come ciò che risiede nella nostra anima...



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