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Visualizzazione dei post da Settembre, 2019

Il test del consumista incallito (o del risparmiatore accorto)

Ripropongo qui un giochino che avevo scritto un po' di tempo fa perché, pensandoci bene, mi sembra oggi più che mai di attualità. E comunque credo sia divertente.



Dunque, immaginiamo che un giorno tu riceva una telefonata da un notaio: un misterioso "zio in America" di cui ignoravi l'esistenza è morto, e ti ha lasciato in eredità una parte dei suoi averi, bei 30.000 euro (o dollari, visto che viveva negli USA).  
Ma potrebbe andar bene anche una vincita al Totocalcio, se l'ipotesi di aggrada di più (ma la possibilità che si verifichi la prima è più alta).
Decidi che, visto che è un dono piovuto dal cielo, che non ti aspettavi e che non hai nemmeno dovuto faticare per ottenere, destinerai l'intera cifra a spese di tipo fotografico. Saggia scelta, direi. 
Bene, cosa acquisti?
Quello che ognuno compra - in qualsiasi campo, ma ancor più in campo artistico ed espressivo - è molto significativo. Rivela le priorità e anche la psicologia del soggetto. Dunque facciam…

Ti presento Ben

C'è stato un tempo in cui, per lavoro (facevo il fotografo di viaggi), facevo lunghi spostamenti, spesso in treno, ma anche in auto. Qualche volta in aereo. Da allora molte cose sono cambiate nella mia vita, a cominciare dal fatto che le riviste di viaggi hanno chiuso quasi tutte. Ma soprattutto mi son reso conto che viaggiare non è un atto neutro. 
Non abbiamo ancora il teletrasporto stile Star Trek, e ogni spostamento ha un impatto, sia ambientale, sia di consumo di risorse, per non parlare degli animali uccisi perché investiti, delle morti per incidenti e così via.

Insomma, ogni volta che vai da A a B, e un fotografo lo fa spesso, prendi una decisione che, come la mitica farfalla che provoca un uragano da qualche parte nel mondo, qualcuno prima o poi pagherà. 
Da quando mi sono trasferito nella Tuscia, dunque, i miei viaggi sono diventati sempre più a corto raggio, secondo la logica di Ansel Adams che viaggiare porta a foto superficiali - il più delle volte - e che solo tornan…

Il senso del fotografo per l'abbandono

Non so bene perché ami così tanto i luoghi abbandonati. O magari lo so: è che sembra sempre di dover risolvere un enigma. E' come in certi film gialli, o come nei romanzi di Sherlock Holmes.
Perché scavare un ipogeo proprio qui? Chi lo ha realizzato? E quando? E quelle nicchie, a cosa servivano: per delle lucerne o per gli oggetti di uso quotidiano?

Il passato sembra essersi come solidificato su queste pareti e pare possibile leggerlo, anche se il più delle volte non è vero. Ci accontentiamo delle suggestioni, delle ipotesi, dei sogni. A noi fotografi spesso basta e avanza.
Si dice che la fotografia possa rappresentare la realtà, possa raccontarla, mostrarla, diffonderla; che nulla come una fotografia testimoni che un certo evento è accaduto e che un certo luogo appare esattamente come lo vediamo. Maè una bugia. 
La parvenza di un luogo, di una persona, di un oggetto è qualcosa di davvero molto diverso dalla sua realtà, dalla sua intima essenza. Per quanto desideriamo evitarlo, c…