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Visualizzazione dei post da Agosto, 2019

Le regole sono importanti. Ma non quelle della composizione.

Da quel che mi ricordo - e fotografo da quando son bambino - la fotografia è quella cosa fatta di regole e regolette, rispettando le quali farai di certo "belle" foto. L'orizzonte dev'essere dritto, i soggetti vanno collocati secondo la regola dei terzi, non scattare controluce se non strettamente necessario, la luce buona è solo quella dell'alba e del tramonto, e così via, sai bene di cosa parlo.
Mi ci sono voluti quasi trent'anni per superare tutto questo, e cominciare a capire che non si può incasellare la creatività dentro regole rigide, accademiche, ma che ciò che conta è - come diceva Bill Brandt - solo il risultato. Del processo chissenefrega.
Ma poi ho capito che delle regole invece sono necessarie, e che non sono affatto quelle della composizione, ma quelle dettate dal tempo. Tutti noi vorremmo - nel vedere una potenziale immagine - essere istantaneamente pronti a scattare. Click, presa!


E invece il più delle volte dobbiamo seguire una procedura, ch…

Tu per chi fotografi, per te stesso o per gli altri?

Questione spinosa quanto mai. Mettiamo di trovarci nella situazione del protagonista del film "Io sono Leggenda" (2007) interpretato da Will Smith e in cui si racconta di un uomo rimasto solo (a parte qualche mostriciattolo) dopo che una terribile epidemia ha cancellato tutti gli altri esseri umani. 
Bene, Robert Neville - il personaggio interpretato da Smith - secondo te si metterebbe a scattare fotografie? Per condividere cosa? Magari per ricordo? Chissà.
Fare arte e non avere un pubblico, insomma, ha un senso? Magari si, se pensiamo all'esperienza di Vivian Maier, che in fondo ha scattato migliaia di foto senza farle vedere a nessuno, anzi a volte senza nemmeno svilupparle. 
Ma in linea generale, mi sembra che senza avere un confronto e senza poter mostrare a qualcuno il risultato dei propri sforzi, in breve ci si trovi in un vicolo cieco, incapaci di procedere. Insomma, ci vuole equilibrio: la capacità di esprimere se stessi in modo onesto, senza per questo chiuders…

Fotografia cimiteriale (ma anche stenopeica)

Tra la fine del XIX secolo e il primo dopoguerra, in Europa e negli USA si diffuse la cosiddetta "Spirit Photography", la fotografia dei fantasmi.

Grazie ad accorte doppie esposizioni, i fotografi che la praticavano convincevano i clienti che lo spirito dello zio, della mamma o del figlio/a si fosse manifestato sul vetro della lastra sensibile. Fu William Mumler, probabilmente, il primo a concepire questa "truffa", sostenuta anche da un clima di diffusa superstizione, dalle scarse conoscenze tecniche rispetto alla fotografia e ovviamente anche dall'abbondanza di "materia prima" fornita dalla Prima Guerra Mondiale.


Nello stesso periodo - e in verità ancor prima - ci furono molti fotografi che si dedicarono alla fotografia dei cadaveri: non quelli della "morgue", della Polizia scientifica o della cronaca giornalistica, ma quelli dei poveri cari appena mancati all'affetto di parenti ed amici. Abilmente ricomposti nei loro vestiti migliori,…

Fotografia per bambini, o per adulti rimasti giovani

Siamo in estate, tempo di vacanze e di giochi, specialmente per i più giovani. Purtroppo, oramai il concetto di gioco è sempre più declinato con la desinenza -video: videogiochi di ogni tipo accompagnano i ragazzi praticamente sempre, anche al mare o in montagna, grazie agli smartphone.

E' davvero un peccato che non si "perda" tempo (che poi è in realtà il tempo più prezioso e meglio speso) a fare giochi di società, che si basino sulla condivisione, sull'attività fisica e sulla creatività. E magari sulla fotografia.
Credo che questo ragionamento valga anche per gli adulti. Il gioco è sempre visto in modo serio e poco ludico, e a volte diventa una vera e propria malattia. Siamo o non siamo una società strana (e malata)?


Bene, io credo che la fotografia - almeno certi tipi di fotografia - possano fornire una soluzione, e nel caso dei più giovani anche insegnare cose utili, di certo divertenti. In questo post vorrei principalmente parlare di due tecniche semplici sempl…

Dall'autore allo spettatore/2 - Una foto con la Olympus OM1n

Per la serie "dall'autore allo spettatore", in questo breve video illustro i come e i perché di un'altra foto tratta dal mio progetto "Una Momentanea Eternità". Stavolta si tratta di una foto analogica realizzata con una Olympus OM1n del 1972.



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