Passa ai contenuti principali

La fotografia è femmina

In effetti il termine che il buon John Herschel ha coniato per definire la nuova arte è indubbiamente declinato al femminile. Tuttavia molti hanno l'impressione che la fotografia sia tradizionalmente una faccenda "da maschietti" e che solo negli ultimi anni le donne si siano fatte avanti.

Niente di più sbagliato: la presenza femminile nel settore fotografico vanta una lunga e articolata tradizione. Ma in una realtà maschilista il ruolo delle donne venne comunque ridimensionato nella narrazione "ufficiale", tranne lasciare che le arti fossero rappresentate appunto leggiadramente femmine, come le Muse che le proteggevano.


La Musa della fotografia non esiste, e se è per questo non esistono nemmeno quelle della pittura o della scultura. 

Le Muse, infatti, figlie di Zeus e Mnemosine (divinità della memoria), erano nove e proteggevano arti come la poesia epica (Calliope), la poesia lirica (Erato), la commedia e la poesia bucolica (Talia), la Storia (Clio), la musica (Euterpe), il canto e l'armonia musicale (Melpomene), della pantomima e della danza associata al canto (Polimnia), la danza (Tersicore), l'astronomia e la geometria (Urania), con uno strano miscuglio tra arti e scienze. 

Ad ogni modo, è evidente che per i Greci, e poi per i Romani, le arti che contavano davvero erano quelle legate alla musica e alla poesia. 

Da allora, come detto, tutte le arti sono sempre state di natura femminile, ma di certo dominio del maschio. E questo non per demerito delle donne stesse, ma per ragioni di pura e semplice gestione del potere. Quando il giogo imposto alle donne veniva allentato, infatti, ne scaturivano artiste come Artemisia Gentileschi, e scusate se è poco! A vanto della fotografia, che solo per questo una Musa la meriterebbe, le donne vi hanno avuto un ruolo rilevante, pur nelle limitazioni che, specialmente nel XIX secolo, dovevano comunque affrontare.

Anna Atkins, ad esempio, può vantare molti record e meriterebbe di essere assai più conosciuta di quanto in effetti avvenga, visto che i suoi giusti meriti vengono spesso usurpati da quell'altro geniaccio di Fox Talbot (i cui meriti nel campo della chimica fotografica sono peraltro indiscutibili). 

Botanica di formazione, amica di famiglia di Sir John Herschel, inventore della Cianotipia, Anna intuì subito le potenzialità di quest'ultima tecnica basata sui sali di ferro e non sull'argento (motivo per cui si ottengono stampe di tono blu) e la utilizzò con modalità "cameraless" (per realizzare quelle che lei chiamò "fotoimpressioni"): il suo libro "British Algae" (1843) è il primo in assoluto ad essere mai stato illustrato con immagini fotografiche. 


Personalmente ho un'ammirazione smodata per la Atkins, anche perché trovo ingiusto che per tanto tempo il "primo libro fotografico" della storia sia stato (e sia tutt'ora) considerato "The Pencil of Nature" di Fox Talbot, il quale – certo - contiene delle "vere" fotografie (riprese con la fotocamera) ma a rigore può al massimo condividere l'onore di essere stato il "primo".


Comunque le donne, se numericamente inferiori agli uomini nel nostro specifico campo (e non ci  vorrebbero analisi sociologiche per capire perché lo siano pur rappresentando oltre la metà della popolazione), hanno però dato un contributo fondamentale. 

A cominciare dal flou nel ritratto che venne introdotto dalla mitica Julia Margareth Cameron, o alla "Migrant Mother" di Dorothea Lange che è di certo una delle 10 foto più belle della storia, e a quell'insieme di grandi fotografe (Francesca Woodman, Diane Arbus, Margareth Bourke-White, Vivian Maier, Wanda Wulz, e molte, molte altre) senza le quali non avremmo tante immagini meravigliose e forse nemmeno alcuni notevolissimi talenti maschili: basti pensare al rapporto tra Robert Capa e Gerda Taro. 


Perché se può essere vero (come si dice) che dietro un grande uomo c'è una grande donna - e potremmo rendere meno maschilista la frase dicendo che al più la donna è al fianco dell'uomo - è anche vero che molte volte al fianco di grandi fotografi ci sono state e ci sono grandi donne (fotografe a loro volta, spesso), che per amore (o per naturale ritrosia) hanno accettato di essere meno note del compagno. E mi torna in mente Lélia, la compagna di Salgado: senza di lei, come racconta in una intervista, il marito farebbe il bancario, e noi avremmo perso un artista straordinario. Anzi, una coppia di artisti straordinari.


NEWSLETTER

Commenti

Post popolari in questo blog

Quali sono i fotografi più sopravvalutati della storia?

Chi sostiene sia Steve McCurry, che poi alla fine ha anche taroccato le foto con Photoshop, pirla! Altri sostengono che sia Berengo Gardin, o anche Fulvio Roiter: eche palle con questa Venezia
Che poi lo sanno tutti - e dài! - che Giacomelli le foto le faceva tutte mosse, e pure Cartier-Bresson, che poi ci faceva il furbo su, sostenendo che "la nitidezza è un concetto borghese"! Prima spende un sacco di soldi per le sue Leica e poi ci scassa i cosiddetti con questa saggezza da quattro soldi, ma a chi vuol prendere in giro?

Magari ti ci riconosci, in uno di questi commenti (spero di no), ma resta un fatto: che molti sono convinti che il modo più semplice  per sentirsi meno piccoli non è crescere, ma rimpicciolire gli altri. Segare le gambe a Gulliver, sputtanare il genio e ridimensionare le sue opere, alzare le spalle guardando le foto del maestro di turno esposte in una mostra o in un libro sospirando "mah, in fondo non mi sembrano granché". Di certo è un autore…

E poi dice che uno butta la fotocamera e si compra uno smartphone (di qualità)

Il nuovo Huawei P30 (anche nella versione Lite) promette meraviglie dal punto di vista fotografico. Può darsi. Intanto, visto che il mio amico Roberto ha approfittato di un'offerta per acquistare un "vecchio" P20, gli ho chiesto di mandarmi un file RAW (DNG) scattato con la "bestia", cosa che puntualmente ha fatto.
Ho aperto il file in Lightroom e l'ho convertito in jpeg con pochi tocchi di curve giusto per sistemare il contrasto. Incredibile. 
Il file è pulito e nitido, senza traccia di rumore e con una definizione pazzesca per un "telefono" soprattutto considerando che stiamo parlando di 40 megapixel, in pratica un file stampabile nel formato 60x50 cm ( a 300 dpi) senza nessuna interpolazione!

La cosa che colpisce è proprio la pulizia del file, che nelle ombre ha dei passaggi di tono morbidi e precisi: lavorando un po' il file non c'è alcun motivo per non poterlo stampare nel formato 70x100 cm senza perdite di qualità. Che è una prestaz…

10 modi per scattare fotografie davvero (ma davvero) belle

Una premessa importante: sono in modalità cazzeggio. Una seconda premessa importante: non esistono fotografie belle. Prendi la foto più figa che ti viene in mente, che so "Migrant Mother" della Lange, o "Moon over Hernandez" di Adams, e pensa: non sono affatto belle. Ma proprio per niente.
Come sosteneva Nietzsche, "conoscere una cosa come bella, significa necessariamente conoscerla nel modo sbagliato". Una foto può essere efficace, significativa, comunicativa, emozionante o qualsiasi altro aggettivo ti venga in mente, ma bella no. 

Perché il concetto di bellezza è strettamente personale (il classico "non è bello quel che è bello, ma quel che piace"), perché varia nel corso del tempo (e basta vedere come sono cambiate le modelle dei fotografi, o come fotografie considerate capolavori ai primi del XX secolo, oggi siano completamente dimenticate) e infine perché il bello è un concetto vago, indefinibile e come tale inutile: è bello il soggetto an…