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Dall'autore allo spettatore/1 - Una foto stenopeica

Inizia con questo breve video una serie di "videopost" in cui illustro alcune delle foto del mio progetto "Una Momentanea Eternità". Come autore, infatti, posso fornire "l'interpretazione autentica" delle motivazioni e delle scelte che stanno dietro una fotografia, sta poi allo spettatore, cioé a te, decidere se ti convincono e, al dunque, se la foto ti piace.

Amo pensare però che, al di là del gradimento dell'immagine, questa mia "analisi" sia comunque utile per capire come agisce un fotografo, in senso generale. O come potrebbe agire, quali scelte potrebbe fare.


Inizio con una fotografia a cui tengo molto e la cui realizzazione è stata meno semplice di quel che appare, considerando oltretutto che la fotocamera era... un barattolo. Nella prima parte analizzo le scelte tecniche, nella seconda quelle iconografiche: ovviamente sono strettamente connesse tra di loro!

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Il nuovo Huawei P30 (anche nella versione Lite) promette meraviglie dal punto di vista fotografico. Può darsi. Intanto, visto che il mio amico Roberto ha approfittato di un'offerta per acquistare un "vecchio" P20, gli ho chiesto di mandarmi un file RAW (DNG) scattato con la "bestia", cosa che puntualmente ha fatto.
Ho aperto il file in Lightroom e l'ho convertito in jpeg con pochi tocchi di curve giusto per sistemare il contrasto. Incredibile. 
Il file è pulito e nitido, senza traccia di rumore e con una definizione pazzesca per un "telefono" soprattutto considerando che stiamo parlando di 40 megapixel, in pratica un file stampabile nel formato 60x50 cm ( a 300 dpi) senza nessuna interpolazione!

La cosa che colpisce è proprio la pulizia del file, che nelle ombre ha dei passaggi di tono morbidi e precisi: lavorando un po' il file non c'è alcun motivo per non poterlo stampare nel formato 70x100 cm senza perdite di qualità. Che è una prestaz…

Non è mai troppo tardi (e non è mai troppo presto): età e fotografia

Faccio un po' di outing, va, che in primavera ci sta bene. E' una riflessione che ho fatto ieri mentre salivo verso la vetta della Palanzana, a Viterbo per fare delle foto analogiche e all'infrarosso alla lecceta sommitale (le foto che ho fatto illustrano questo post).


Sulla vetta ho anche registrato il podcast che trovi qui sotto, con alcune riflessioni sul senso del tempo, che ora vorrei sviluppare in forma di diario. Per una volta parlo a te, ma parlo anche a me stesso. Anzi, forse principalmente a me stesso. Ma magari ti ci riconosci anche tu, nei miei ragionamenti.


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La sofferenza dell'Editing

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Un progetto iniziato nel 2012 e che sarebbe dovuto durare al massimo un paio di anni: nel 2014, in effetti, ho realizzato alcune mostre preliminari. Ma mi son subito reso conto che la mia idea iniziale ancora non aveva preso forma. Erano fotografie in cui mi riconoscevo, questo è vero, ma mancava qualcosa di importante, anche se non sapevo bene cosa.
Capita spesso ai fotografi. Se il progetto è abbastanza impegnativo, non vedono l'ora di concluderlo e così…