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Visualizzazione dei post da Luglio, 2019

La fotografia è femmina

In effetti il termine che il buon John Herschel ha coniato per definire la nuova arte è indubbiamente declinato al femminile. Tuttavia molti hanno l'impressione che la fotografia sia tradizionalmente una faccenda "da maschietti" e che solo negli ultimi anni le donne si siano fatte avanti.
Niente di più sbagliato: la presenza femminile nel settore fotografico vanta una lunga e articolata tradizione. Ma in una realtà maschilista il ruolo delle donne venne comunque ridimensionato nella narrazione "ufficiale", tranne lasciare che le arti fossero rappresentate appunto leggiadramente femmine, come le Muse che le proteggevano.

La Musa della fotografia non esiste, e se è per questo non esistono nemmeno quelle della pittura o della scultura. 
Le Muse, infatti, figlie di Zeus e Mnemosine (divinità della memoria), erano nove e proteggevano arti come la poesia epica (Calliope), la poesia lirica (Erato), la commedia e la poesia bucolica (Talia), la Storia (Clio), la musica…

Dall'autore allo spettatore/1 - Una foto stenopeica

Inizia con questo breve video una serie di "videopost" in cui illustro alcune delle foto del mio progetto "Una Momentanea Eternità". Come autore, infatti, posso fornire "l'interpretazione autentica" delle motivazioni e delle scelte che stanno dietro una fotografia, sta poi allo spettatore, cioé a te, decidere se ti convincono e, al dunque, se la foto ti piace.

Amo pensare però che, al di là del gradimento dell'immagine, questa mia "analisi" sia comunque utile per capire come agisce un fotografo, in senso generale. O come potrebbe agire, quali scelte potrebbe fare.

Inizio con una fotografia a cui tengo molto e la cui realizzazione è stata meno semplice di quel che appare, considerando oltretutto che la fotocamera era... un barattolo. Nella prima parte analizzo le scelte tecniche, nella seconda quelle iconografiche: ovviamente sono strettamente connesse tra di loro!

I dubbi dell'autore, una riflessione dal particolare al generale

Già da un po' di giorni le copie del mio nuovo libro fotografico, "Una Momentanea eternità", sono arrivate. Guardare quelle scatole mi fa un effetto strano. 

Dopo cinque anni di fotografie, ripensamenti, nuove idee, cambi di rotta, passi indietro, migliaia di negativi sviluppati, dopo le ricerche e le riflessioni per scrivere i testi, ecco, ora tutto è lì dentro, tutto questo lungo lavoro ora ha un peso e un volume preciso. Strano, davvero.
E ovviamente a questo punto nascono i dubbi, che sempre accompagnano qualsiasi opera fotografica, breve o lunga, semplice o complessa che sia: avrò fatto davvero del mio meglio? E soprattutto: le persone comprenderanno il mio lavoro, lo apprezzeranno e - auspicabilmente - lo acquisteranno? 
In fondo si tratta di foto particolari: non soltanto analogiche, antispettacolari per così dire, ma anche in gran parte realizzate con fotocamere vintage di (relativamente) bassa qualità e vecchie di oltre mezzo secolo, o con fotocamere stenopeich…

Andare o non andare, questo è il problema

Quasi ogni anno, in estate (e dunque in ritardo rispetto alle scelte che le persone fanno), tiro fuori un post “contro” il turismo, e a favore del viaggiare consapevolmente.
Com’è ovvio, questi post non producono alcun risultato apprezzabile, a parte farmi star meglio perché ho detto quel che avevo da dire (risultato piuttosto magro, in effetti).
Perciò quest’anno, pur rispettando la tradizione, aggiungo tutta una serie di riflessioni che spero vadano oltre il mero aspetto del viaggiare superficialmente e affrontino il tema della fotografia come “rappresentazione del reale”.
Magari ne ricaverai spunti su cui riflettere a tua volta... mentre sei in vacanza!

Lo confesso, non sono mai stato a Venezia, ma grazie ai reportage di grandi fotografi, e certo anche a Google Maps e Street View, penso di conoscerla piuttosto bene. Non debbo ricordare quel che ho visto, posso tornare su ogni singolo scorcio quando voglio.
Mi dirai: ma le foto che guardi non le hai fatte tu. E allora? Cosa cambia? Se…

La fotografia ieri e oggi. Forse domani.

Sono andato a vedere l'interessante mostra "Roma nella Camera Oscura" a Palazzo Braschi, ovviamente a Roma (chiuderà il 22 settembre). Si tratta di ben 320 fotografie selezionate tra le 30.000 che sono ospitate negli archivi del Museo di Roma, tra negativi, lastre e stampe d'epoca. 
La mostra è davvero molto interessante e merita di essere vista: chi è di Roma o capita in città in questo periodo farebbe bene ad andare a vederla (tra l'altro dalle finestre del salone centrale del palazzo c'è una delle viste migliori su Piazza Navona).

Ma in questo post non vorrei tanto fare una "recensione" della mostra, quanto ragionare su quello che la visita della stessa può farci comprendere della fotografia, soprattutto contemporanea.
Cominciamo col dire che l'esposizione è sostanzialmente divisa in due sezioni, anzi tre. Una di foto storiche, soprattutto della seconda metà del XIX secolo, con un'appendice dedicata ai ritratti ospitata in un locale a pa…

Light Painting negli ambienti chiusi (e non solo)

Con il termine "Light Painting" si intendono cose diverse, accomunate dal fatto che si scattano delle fotografie "dipingendo" la scena con luce.
Il genere più noto è quello che prevede di inserire delle luci che vengono mosse per creare grafismi interessanti. Genere molto amato perché, utilizzando diversi tipi di sorgente luminosa (dalle luci per gli alberi di Natale alla scintille create con la lana d'acciaio, dalle torce led a quelle laser), si possono ottenere effetti davvero molto intriganti.

Il digitale aiuta, perché si può vedere subito il risultato e ripetere la foto venuta male, ma la tecnica è in uso da molto tempo, basti pensare alle famose fotografie di Picasso che "dipinge con la luce realizzate" dal fotografo americano di origini albanesi Gjon Mili.

Personalmente ho praticato questa tecnica saltuariamente, anche se debbo dire che - a parte i "giochini" che se ne possono trarre  - offre di certo l'opportunità di creare immag…