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Esperimenti estivi

Come fotografo sono decisamente un tipo invernale. Sarà che odio il caldo, ma anche che non amo le luci dure e dirette della "bella"stagione e preferisco quelle attenuate della "brutta" stagione.

Così, in estate mi dedico a tutti quei lavori che prevedono di star chiusi in studio a scrivere, elaborare, impaginare, e così via. A parte questo, ogni tanto - anche per "staccare" un po' dal lavoro di scrivania - mi diletto a realizzare le mie fotocamere "mostruose".

Spesso si tratta di fotocamere stenopeiche, ma qualche volta - se ho i pezzi necessari - anche a lenti. Tempo fa avevo disassemblato una fotocamera Instax di Fuji non funzionante per farne una fotocamera stenopeica, che però non mi piaceva molto.

Allora, visto che avevo a disposizione un Sonnar 105 mm f/4.5 tolto a una vecchia folding della Zeiss ridotta a un blocco di ruggine, mi son messo lì con del nastro telato ad assemblare le due parti grazie all'interposizione di un barattolo di alluminio. A vederla, la fotocamera è davvero brutta, lo ammetto. E anche piuttosto ingombrante. In compenso è leggera.


Sono andato a farmi un giro in bicicletta per provarla (e sgranchire le gambe), seguendo la valle del fiume Marta fino all'omonimo paesino sulle rive del lago di Bolsena, una passeggiata classica, per strade bianche e polverose, e anche caldissime in questa stagione. Avevo con me quattro "lastre" ricavate da carta fotografica bianco e nero, e una "changing bag" per infilarle nel dorso della fotocamera, la quale viene fissata poi al treppiedi grazie a una tavoletta di legno con vite femmina,  tenuta in posizione da due elastici regolabili. Ribadisco che l'insieme è orribile a vedersi ma, ho scoperto, funziona.


Ho avuto qualche problema di sovraesposizone, perché ho dovuto comunque usare la posa "B", e con questo sole è difficile, nonostante la chiusura del diaframma a f/45, azzeccare la posa. Però si trattava di un semplice test, e sono stato confortato dai risultati: assai imperfetti, ma comunque nitidi e privi di light-leaks.


Le tracce bianche visibili nella foto qui sopra, infatti, sono difetti di sviluppo, non infiltrazioni di luce. Durante la "gita fotografica" ho registrato un breve podcast che ti invito ad ascoltare se sei curioso di saperne di più!





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