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Come nasce (e che cos'è) una Zine fotografica

Tutti noi fotografi amiamo pensare che il nostro lavoro sia meritevole di una pubblicazione in forma di libro. Ma, diciamocelo francamente: non tutti i progetti si prestano alla bisogna.

Insomma, per pubblicare un libro serve un progetto "importante", corposo, che abbia una resa adeguata. E i progetti più piccoli, quelli che ci piacciono ma non riteniamo adatti a diventare un libro?

Beh, certo, possono diventare una piccola mostra, oppure possono essere pubblicati online su un sito, o grazie a servizi come Spark di Adobe. Ma noi vogliamo la concretezza della carta. E allora?


Negli ultimi anni ha preso forza una possibilità alternativa, che si ispira alle vecchie "FanZine" (contrazione di Magazine, Rivista) che si pubblicavano negli anni '70 e che erano il più delle volte dedicate a gruppi musicali. Le si realizzava scrivendo i testi a macchina, incollando le fotografie o i disegni, e poi fotocopiando il tutto in 50-100 copie (spesso meno) da distribuire appunto tra i "fans". 

Le Foto-Zine hanno preso forza da quando si sono diffusi i computer e soprattutto le stampanti: oramai è facile impaginare e stampare i nostri lavori, e distribuirli in tiratura rigorosamente limitata. Ovviamente c'è anche chi ricorre alla tipografia, o addirittura alla copisteria, sebbene sia proprio l'aspetto artigianale delle Zine a renderle interessanti.

Con una piccola stampante casalinga, un minimo di manualità e un po' di pazienza chiunque è in grado di creare una piccola Zine, da distribuire tra gli amici, o anche da vendere online o nelle apposite iniziative che si stanno moltiplicando. Oramai esistono anche piccoli (direi microscopici) editori che si dedicano professionalmente a creare questi prodotti editoriali che, nella loro forma base, sono piuttosto semplici, ma che possono anche assumere la forma di realizzazioni complesse, e dunque da affidare a professionisti del settore.

La mia zine "Passaporto per Agarthi" l'ho pensata un anno fa circa dopo aver terminato il progetto relativo, "collaterale" (diciamo "spin off") di quello più ampio ("Una Momentanea Eternità") che a ottobre diventerà appunto un libro fotografico.


Mentre il progetto principale è realizzato interamente in analogico, con fotocamere vintage e stenopeiche, quello di cui ti sto parlando l'ho scattato con fotocamere digitali dotate di foro stenopeico.

L'idea è quella di un viaggio in una terra misteriosa, una sorta di realtà parallela alla nostra, chiamata Agarthi, e oggetto di diversi romanzi dei primi del '900. Come viaggiatore, mi sono inserito in ognuna delle scene riprese, ma come "fantasma" evanescente, per sottolineare che si tratta di una realtà non reale.

Dal progetto ho tratto 20 fotografie (più una per la copertina) e dopo averle impaginate in modo molto semplice (4 foto per ogni foglio, avanti e dietro su apposita carta per inkjet), ho stampato il tutto con molta attenzione.

Poi ho piegato i fogli, li ho inseriti uno dentro l'altro e ho provveduto alla cucitura a mano con filo rosso lasciato ovviamente a vista.


La mia zine è molto semplice, ma a me piace molto perché non cerca "l'effetto": vuole essere un  album di foto, il cui senso è spiegato in una pagina di testo nella quarta di copertina.

La zine avrà una tiratura e una distribuzione limitata e - in effetti - assai esclusiva. Andrà infatti ai primi 10 che hanno pre-acquistato il mio nuovo libro, secondo la logica del Crowdpublishing (le 10 copie si sono esaurite già lo stesso giorno del lancio!).

E' un modo per ringraziarli del supporto e della... velocità!





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