Passa ai contenuti principali

Una recensione (Viltrox Booster) e qualche considerazione sulle ottiche fisse

Ho avuto modo di testare un adattatore per Micro4/3 che offre la modalità "boost", con ottimi risultati. Di cosa si tratta? 


Beh, in poche parole: com'è noto i sensori più piccoli del Full Frame (24x36 mm circa) soffrono di un fattore di "crop", cioé moltiplicano l'angolo di campo (ma non la lunghezza focale!) in genere di 1,5-1,6X (Aps-c) o di 2X (Micro4/3), il che è una gran figata per i teleobiettivi (su una Olympus o Panasonic un modesto 200 mm si trasforma in un potente 400 mm), ma è un impiccio quando parliamo di grandangolari, visto che anche un 12-14 mm diventa un normalissimo 24-28 mm (ovviamente parlo di corrispondenza di angolo di campo: un 14 mm resta comunque un 14 mm).

Per sopperire almeno in parte a questo problema sono stati recentemente introdotti degli adattatori che permettono di montare ottiche Full Frame su mirrorless Aps-c o M4/3 e dotati di un sistema ottico che "allarga" l'angolo di campo, in genere di 0,71X.


In questo modo una fotocamera Micro4/3 corrisponderà a circa un Aps-c, mentre un Aps-c coprirà l'angolo di campo del Full Frame. Oltretutto, si ottiene anche l'aumento della luminosità, guadagnando un diaframma di apertura minima: un f/2.8 diventa un f/1.8, che non è male.

Esistono adattatori "boost" piuttosto costosi, ma è ora disponibile sul mercato un modello economico, di cui ho sentito parlare molto bene e che dunque ho acquistato: è marcato Viltrox e costa circa 80-90 €, un prezzo accettabile. 

Chiarisco subito che io ho preso la versione "manuale" (mod. HF-M43X), ma ne esiste anche una versione dotata di contatti elettrici, che dunque dovrebbe mantenere la piena funzionalità degli obiettivi compatibili, e che costa un po' di più (circa 120-180 € a seconda delle versioni). Dal punto di vista ottico credo siano identiche e dunque le mie considerazioni dovrebbero valere comunque.

Io ho preso l'adattatore per Nikon su Micro4/3, ma è possibile trovare anche gli adattatori per altri marchi da utilizzare su Fuji e Sony.


Ho provato a utilizzare l'accessorio sia sulla mia Panasonic G1 modificata per l'infrarosso che su una Olympus E-PL5,  montando poi un 28 mm Sigma e un 17 mm Vivitar (Tokina), entrambi vintage (anni '80). Con un normale adattatore - senza sistema ottico - i due obiettivi avrebbero avuto un angolo di campo corrispondente a un 56 mm e a un 34 mm: non proprio esaltante. 

Con il Viltrox, invece, si ottiene un bel 40 mm e un 24 mm. Da notare che portando con se un adattatore normale e il Viltrox, con due obiettivi si possono avere i corrispettivi di ben quattro ottiche, dal grandangolo al moderato tele. Aggiungendo un 50 mm, si possono avere anche un 71 mm e un 100 mm, il tutto con un ingombro davvero ridotto.

A volte rinunciare agli zoom per ricorrere alle ottiche fisse è anche un modo per liberarsi da tante sovrastrutture mentali, per tornare alla semplicità, per sfidarsi a creare delle foto interessanti... zoomando con i piedi, avvicinandosi e allontanandosi dal soggetto. Porsi dei limiti è un ottimo modo per recuperare la creatività. E con due adattatori e tre piccoli obiettivi avremo comunque una bella gamma di possibilità.

Ma veniamo a quello che è forse l'aspetto più importante: come si comporta il Viltrox? Uccide la qualità o no?

Beh, avevo molti dubbi, all'inizio, ma posso dire che sin dai primi scatti si sono dileguati.


L'accessorio è costruito benissimo, ha anche la ghiera dei diaframmi - utile con obiettivi AF che ne sono privi - e l'attacco per il treppiedi, che con i tele è una gran cosa. E soprattutto non peggiora che in modo impercettibile la qualità dell'obiettivo. 

Anzi, mi sembra che a volte la migliori, come nel caso del 17 mm, un'ottica datata, non progettata (come il 28 mm) per il digitale e che in effetti utilizzo soprattutto in analogico. Ma con il booster si ottiene un 24 mm di qualità più che accettabile, con solo i bordi estremi poco nitidi, ma questo è un difetto dell'ottica stessa e non dell'adattatore. 

Col 28 mm i risultati sono davvero spettacolari, è impossibile distinguere la foto fatta con l'adattatore normale e con il Viltrox, a parte l'angolo di campo.

Per la cifra che costa, consiglio davvero a tutti i possessori di fotocamere Micro4/3 di farci un pensiero, anche perché l'accessorio è piccolo e trova facilmente posto in qualsiasi borsa.

Chi ha mirrorless Sony o Fuji ha anche un motivo in più per acquistarlo, visto che in tal modo avrebbe la possibilità di sfruttare al 100% (anzi, anche qualcosina in più) le proprie ottiche analogiche o comunque Full Frame.



NEWSLETTER

Commenti

Post popolari in questo blog

E poi dice che uno butta la fotocamera e si compra uno smartphone (di qualità)

Il nuovo Huawei P30 (anche nella versione Lite) promette meraviglie dal punto di vista fotografico. Può darsi. Intanto, visto che il mio amico Roberto ha approfittato di un'offerta per acquistare un "vecchio" P20, gli ho chiesto di mandarmi un file RAW (DNG) scattato con la "bestia", cosa che puntualmente ha fatto.
Ho aperto il file in Lightroom e l'ho convertito in jpeg con pochi tocchi di curve giusto per sistemare il contrasto. Incredibile. 
Il file è pulito e nitido, senza traccia di rumore e con una definizione pazzesca per un "telefono" soprattutto considerando che stiamo parlando di 40 megapixel, in pratica un file stampabile nel formato 60x50 cm ( a 300 dpi) senza nessuna interpolazione!

La cosa che colpisce è proprio la pulizia del file, che nelle ombre ha dei passaggi di tono morbidi e precisi: lavorando un po' il file non c'è alcun motivo per non poterlo stampare nel formato 70x100 cm senza perdite di qualità. Che è una prestaz…

10 modi per scattare fotografie davvero (ma davvero) belle

Una premessa importante: sono in modalità cazzeggio. Una seconda premessa importante: non esistono fotografie belle. Prendi la foto più figa che ti viene in mente, che so "Migrant Mother" della Lange, o "Moon over Hernandez" di Adams, e pensa: non sono affatto belle. Ma proprio per niente.
Come sosteneva Nietzsche, "conoscere una cosa come bella, significa necessariamente conoscerla nel modo sbagliato". Una foto può essere efficace, significativa, comunicativa, emozionante o qualsiasi altro aggettivo ti venga in mente, ma bella no. 

Perché il concetto di bellezza è strettamente personale (il classico "non è bello quel che è bello, ma quel che piace"), perché varia nel corso del tempo (e basta vedere come sono cambiate le modelle dei fotografi, o come fotografie considerate capolavori ai primi del XX secolo, oggi siano completamente dimenticate) e infine perché il bello è un concetto vago, indefinibile e come tale inutile: è bello il soggetto an…

Rollei Infrared - Una piccola recensione

Prima di tutto una breve nota: sabato 1 dicembre alle ore 18.30 terrò un breve Webinar gratuito su analogico e digitale, parlando anche del mio approccio "ibrido". Se sei interessato o semplicemente curioso, basta andare sulla mia pagina Facebook "Colorseppia" il giorno della diretta. Non serve altro.

E a proposito di analogico e digitale, io sono sempre stato un amante della fotografia all'infrarosso, ma come molti ho iniziato a praticarla attivamente solo con l'avvento del digitale, che la rende facile e di immediato riscontro. Ma poi, preso dai rimorsi per aver scelto la strada più facile - che com'è noto conduce direttamente all'inferno - ho ordinato qualche rullo di Rollei Infrared, che da quando la Efke ha dato forfait è tra i pochi materiali IR analogici disponibili con relativa facilità (sebbene i tempi di attesa per ricevere a casa i rulli siano un po' lunghi, a volte). In pratica a parte la Ilford FSX e la Film Washi Z (e volendo la Ro…