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Slow Art Day e altre armi per combattere la fretta

Abbiamo sempre fretta, su questo non c'è alcun dubbio. La nostra è la società del "correre, correre, correre!" e questo ci porta alla distrazione, cioè a perdere il contatto col presente e dunque, di fatto, con la realtà. Il che è grave per chiunque, figuriamoci per un fotografo.


Infatti chi fotografa, ma anche chi semplicemente apprezza la fotografia o qualsiasi altra arte, finisce per cadere nell'altro grande male che ci opprime: la superficialità.

18 anni fa uno studio realizzato dal MET - Metropolitan Museum of Art - di New York, scoprì che il tempo massimo che un visitatore passa guardando grandi opere d'arte è di 27 secondi.

27 secondi per comprendere, apprezzare, amare un'opera d'arte!

Ancor peggio, il tempo medio è in realtà di soli di 17 secondi, e molti non ne spendono più di 10 per ammirare - che so - un Vermeer (J. K. Smith & Smith, 2001).

Ricerche più recenti hanno confermato il preoccupante dato del MET, con una considerazione interessante. I dati sono infatti saliti a 29 secondi e 21 secondi di media: bello no? La gente rallenta almeno un po'.

Ma il dato è falsato: oggi si trascorre più tempo davanti un'opera... per farsi un selfie! Insomma, è addirittura peggio, perché gran parte del tempo è trascorso dando le spalle all'opera d'arte.


Se pensiamo che online - sui siti o sui Social - si presta a una fotografia - o alla riproduzione di un quadro o di una scultura - al massimo 2-3 secondi, ecco che tutto questo sembra portare al declassamento dell'arte a mero sfondo della nostra perenne fretta.

Il 6 aprile scorso è stato lo "Slow Art Day", un giorno dedicato - nei musei - al godimento lento delle opere d'arte. Magari se ne vedono di meno, ma le si studia e comprende di più. Ma la cosa migliore sarebbe fare di ogni giorno un giorno per l'apprezzamento lento dell'arte - qualsiasi arte.

Ricordatene, la prossima volta che visiterai un museo o una mostra fotografica: dai un'occhiata in giro, cerca di capire quali immagini ti colpiscono di più, e su quelle poi soffermati a lungo, leggile, studiale. Cerca di capire cosa voleva esprimere l'autore, quali sono le tue sensazioni, cerca anche di vedere che tipo di luce sia stata utilizzata, quale sia stata l'inquadratura, quali scelte tecniche siano state fatte. In fondo, abbiamo tempo, se ce lo concediamo!


L'ideale sarebbe acquisire una sorta di abitudine in tal senso, da applicare anche quando siamo online. E' del tutto inutile, se non controproducente, scorrere decine, centinaia di foto su Facebook o su Instagram, dedicando loro a malapena una rapidissima occhiata. Meno, ma meglio: ecco il mantra!

Ci possiamo accorgere subito se una foto merita o meno la nostra attenzione: può essere per il suo valore intrinseco, o perché ci incuriosisce o infine perché è vicina alle nostre corde. Non importa: ciò che conta è che le foto che possono guadagnarsi il nostro tempo sono poche, pochissime, e dovremmo premiarle non solo guardandole, ma cercando di comprenderle!



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