Passa ai contenuti principali

E poi dice che uno butta la fotocamera e si compra uno smartphone (di qualità)

Il nuovo Huawei P30 (anche nella versione Lite) promette meraviglie dal punto di vista fotografico. Può darsi. Intanto, visto che il mio amico Roberto ha approfittato di un'offerta per acquistare un "vecchio" P20, gli ho chiesto di mandarmi un file RAW (DNG) scattato con la "bestia", cosa che puntualmente ha fatto.

Ho aperto il file in Lightroom e l'ho convertito in jpeg con pochi tocchi di curve giusto per sistemare il contrasto. Incredibile. 

Il file è pulito e nitido, senza traccia di rumore e con una definizione pazzesca per un "telefono" soprattutto considerando che stiamo parlando di 40 megapixel, in pratica un file stampabile nel formato 60x50 cm ( a 300 dpi) senza nessuna interpolazione!


La cosa che colpisce è proprio la pulizia del file, che nelle ombre ha dei passaggi di tono morbidi e precisi: lavorando un po' il file non c'è alcun motivo per non poterlo stampare nel formato 70x100 cm senza perdite di qualità. Che è una prestazione che sfiora la fantascienza se pensiamo che il sensore è grande come un'unghia. Basta che dai un'occhiata al dettaglio al 100% (foto sotto) per rendertene conto da solo.


Viene davvero da pensare che oramai la nuova frontiera della fotografia passi attraverso questi "device", che possiamo avere sempre con noi, passano inosservati e ci permettono, con discrezione, di scattare fotografie da poster!

Certo, è tutta da verificare la qualità negli scatti notturni o in situazioni limite - e resta da valutare la comodità nell'uso "serio" - ma per ora faccio i complimenti ai tecnici di Huawei per l'incredibile risultato. E chi ha un P30 si faccia sotto, che sono curioso!



NEWSLETTER


Commenti

  1. A questo punto la domanda è d'obbligo ... quali smartphone permettono di registrare in RAW?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parecchi, ma in genere sono quelli di fascia alta. Però sul mio economico Huawey Y6 ho risolto grazie a una app che "sblocca" il RAW e consente di salvare le foto nel formato .DNG. L'app si chiama Footej, ma ce ne sono altre. Attento che però non funziona su tutti i telefoni... http://footej.com/

      Elimina
  2. Grazie per la dritta .... io ora ho un Samsung A5 (che non penso supporti nativamente il RAW) ma sto valutando di passare ad un Samsung S8 che invece lo prevede senza problemi. Comunque ho preso la versione premium del programma tanto per vedere. Come app mi sembra ottima con un sacco di opzioni ... giusto per capire se il mio smartphone funziona ... sai dove salva i RAW ... sempre in galleria? Ciao e grazie.

    RispondiElimina
  3. Footej salva i file in una cartella dedicata, non li visualizzi in galleria perché non sono leggibili come semplici foto ma navigando nelle cartelle tramite il file Explorer del telefono li trovi oppure aprendo l'app Google photos che tite cheli indica con una icona a diaframma direttamente sul file e permette anche di editarli o ancora Snapseed o i vari Lightroom ecc. ..

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Leggere l'istogramma di una foto (o almeno provarci)

Spesso mi viene chiesto come valutare, dal punto di vista esposimetrico, una fotografia: s'intende, già scattata. Insomma, come valutare di aver effettuato, sul campo, le scelte giuste e di non avere magari peggiorato le cose in postproduzione?

In genere rispondo sempre che, in effetti, abbiamo la possibilità di vedere quella che è (da ogni punto di vista) la "fotografia di una fotografia", cioè l'istogramma. E se la fotografia originaria ci confonde a causa del soggetto, dei colori, della composizione, l'istogramma è una "fotografia" più precisa e scientifica. Lo ammetto: è un po' (parecchio) meno affascinante!


In effetti l'istogramma rappresenta, su ascisse e coordinate di un normale piano cartesiano, ogni singolo pixel della nostra fotografia, solo slegato dalle forme del soggetto e reso come pura quantità di luce.
A seconda della sua collocazione possiamo sapere se quel punto è scuro (se è più verso sinistra) oppure chiaro (se più verso des…

La fotografia ai tempi del coronavirus

Ci sono molti modi possibili di analizzare l'impatto che il virus dell'anno sta avendo su noi fotografi - o almeno su alcuni di noi, quelli che vivono dentro (o vicino) le aree del "contagio". Come prima impressione, potremmo dire che visto che "Il fotografo non si annoia mai", di certo la fotografia può alleviare la noia dell'eventuale quarantena. Still-lifes casalinghi, fotografie concettuali, esperimenti vari ben si prestano a trascorrere ore serene chiusi in casa, in momenti in cui la serenità tende giocoforza a latitare.
Chi poi ha la passione dell'analogico, troverà nella Camera Oscura casalinga un comodo rifugio all'assedio della malattia.
Ma non è di questo che intendo parlare. Piuttosto vorrei ragionare su come si possa mai raccontare un virus, o meglio gli effetti che può avere sugli esseri umani (a parte la malattia in quanto tale) e come tali effetti possano diventare un soggetto fotografico. Sono infatti abbastanza stupito del fatt…