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Visualizzazione dei post da Aprile, 2019

Slow Art Day e altre armi per combattere la fretta

Abbiamo sempre fretta, su questo non c'è alcun dubbio. La nostra è la società del "correre, correre, correre!" e questo ci porta alla distrazione, cioè a perdere il contatto col presente e dunque, di fatto, con la realtà. Il che è grave per chiunque, figuriamoci per un fotografo.


Infatti chi fotografa, ma anche chi semplicemente apprezza la fotografia o qualsiasi altra arte, finisce per cadere nell'altro grande male che ci opprime: la superficialità.
18 anni fa uno studio realizzato dal MET - Metropolitan Museum of Art - di New York, scoprì che il tempo massimo che un visitatore passa guardando grandi opere d'arte è di 27 secondi.
27 secondi per comprendere, apprezzare, amare un'opera d'arte!
Ancor peggio, il tempo medio è in realtà di soli di 17 secondi, e molti non ne spendono più di 10 per ammirare - che so - un Vermeer (J. K. Smith & Smith, 2001).
Ricerche più recenti hanno confermato il preoccupante dato del MET, con una considerazione interessan…

Una recensione (Viltrox Booster) e qualche considerazione sulle ottiche fisse

Ho avuto modo di testare un adattatore per Micro4/3 che offre la modalità "boost", con ottimi risultati. Di cosa si tratta? 

Beh, in poche parole: com'è noto i sensori più piccoli del Full Frame (24x36 mm circa) soffrono di un fattore di "crop", cioé moltiplicano l'angolo di campo (ma non la lunghezza focale!) in genere di 1,5-1,6X (Aps-c) o di 2X (Micro4/3), il che è una gran figata per i teleobiettivi (su una Olympus o Panasonic un modesto 200 mm si trasforma in un potente 400 mm), ma è un impiccio quando parliamo di grandangolari, visto che anche un 12-14 mm diventa un normalissimo 24-28 mm (ovviamente parlo di corrispondenza di angolo di campo: un 14 mm resta comunque un 14 mm).
Per sopperire almeno in parte a questo problema sono stati recentemente introdotti degli adattatori che permettono di montare ottiche Full Frame su mirrorless Aps-c o M4/3 e dotati di un sistema ottico che "allarga" l'angolo di campo, in genere di 0,71X.

In questo…

E poi dice che uno butta la fotocamera e si compra uno smartphone (di qualità)

Il nuovo Huawei P30 (anche nella versione Lite) promette meraviglie dal punto di vista fotografico. Può darsi. Intanto, visto che il mio amico Roberto ha approfittato di un'offerta per acquistare un "vecchio" P20, gli ho chiesto di mandarmi un file RAW (DNG) scattato con la "bestia", cosa che puntualmente ha fatto.
Ho aperto il file in Lightroom e l'ho convertito in jpeg con pochi tocchi di curve giusto per sistemare il contrasto. Incredibile. 
Il file è pulito e nitido, senza traccia di rumore e con una definizione pazzesca per un "telefono" soprattutto considerando che stiamo parlando di 40 megapixel, in pratica un file stampabile nel formato 60x50 cm ( a 300 dpi) senza nessuna interpolazione!

La cosa che colpisce è proprio la pulizia del file, che nelle ombre ha dei passaggi di tono morbidi e precisi: lavorando un po' il file non c'è alcun motivo per non poterlo stampare nel formato 70x100 cm senza perdite di qualità. Che è una prestaz…

Il diario dell'Editing

Sto lavorando al mio nuovo libro, che uscirà ad ottobre prossimo. Magari potresti pensare che stia esagerando a dedicarmi all'editing 6 mesi prima della pubblicazione, ma in realtà sono addirittura in ritardo.
Ho stampato (in formato 10x15 cm) tutte le 243 fotografie sopravvissute alla decimazione che ho attuato negli scorsi mesi (una vera sofferenza). Poi ho cominciato a vedere come poterle organizzare, togliendone un altro centinaio, per arrivare alle fatidiche 127 foto finali, che saranno quelle effettivamente pubblicate nel libro.

Bisogna avere molto spazio, perché le foto vanno adeguatamente "sparse" per essere visualizzate nel loro insieme. Motivo per cui ho sistemato un tavolo volante nel mio laboratorio. 
Per ottimizzare il lavoro, ho anche creato un "diario dell'editing", un grosso taccuino dove appuntare considerazioni, idee, spunti e anche fare la bozza dell'impaginazione finale.
Già l'impaginazione. Un lavoro che mi piace molto, eppure …

Notre Dame, Glastonbury e il potere della fotografia

Viviamo in un'epoca che ha fatto della dimenticanza il suo tratto caratteristico più forte. Siamo abilissimi nel dimenticare il nostro passato, nel rimuoverlo a volte, nel disinteressarci alla cancellazione di quel che siamo stati - come Umanità - e di quel che è stato il nostro pianeta.
Smarriamo memoria con la facilità d'un lampo. Quasi ogni giorno che passa, habitat e specie animali e vegetali si estinguono (o avanzano verso l'estinzione) senza che ce ne rendiamo conto, mentre monumenti plurisecolari si perdono senza che nessuno sembri davvero in grado (o voglia) reagire.
Ieri il simbolo stesso del Medioevo europeo, Notre Dame, è stato ferito a morte. Non è un caso unico, ne in Europa (pensiamo a mezza Italia centrale cancellata dai terremoti), ne nel Mondo, basterà ricordare la distruzione di Palmira a opera dell'Isis, o i Buddah afgani fatti esplodere dai Talebani. E l'elenco potrebbe continuare a lungo.

Il pianeta si impoverisce, e noi con loro, eppure solo …

Non è mai troppo tardi (e non è mai troppo presto): età e fotografia

Faccio un po' di outing, va, che in primavera ci sta bene. E' una riflessione che ho fatto ieri mentre salivo verso la vetta della Palanzana, a Viterbo per fare delle foto analogiche e all'infrarosso alla lecceta sommitale (le foto che ho fatto illustrano questo post).


Sulla vetta ho anche registrato il podcast che trovi qui sotto, con alcune riflessioni sul senso del tempo, che ora vorrei sviluppare in forma di diario. Per una volta parlo a te, ma parlo anche a me stesso. Anzi, forse principalmente a me stesso. Ma magari ti ci riconosci anche tu, nei miei ragionamenti.


Io non so se sono un grande fotografo, ma di certo sono un maestro in un'arte assai meno nobile, e soprattutto assai meno interessante, che è l'antica e diffusa Arte del Rammarico
La coltivo da sempre, e ovviamente col passare degli anni divento sempre più bravo e ho sempre più materiale con il quale lavorare. Il Rimpianto, infatti, si autoalimenta: puoi avere il rimpianto del rimpianto del rimpi…

L'attualità del Sistema Zonale (e l'importanza della lettura esposimetrica)

Oggi che la tecnologia è arrivata a livelli impensabili anche solo pochi anni fa, quasi tutti i fotografi si affidano alle fotocamere per ottenere delle immagini a fuoco e ben esposte. Certamente è comodo e veloce, e generalmente non si sbaglia. Generalmente, ma non sempre. A volte la foto è davvero inguardabile. E stranamente, sono sempre le foto importanti a venir male, ci hai fatto caso?
Credo dipenda dal fatto che una caratteristica delle foto più interessanti è che propongono dei problemi esposimetrici niente male, come alte luci forti e ombre profonde, oppure repentini cambi di gamma, o aree ampie completamente bianche o completamente nere, o cose del genere.

Tutte situazioni in cui i sistemi esposimetrici in generale se la cavano piuttosto male, anche quelli più evoluti. D'altra parte un circuito stampato non può sapere cosa davvero voglia il fotografo, e non può competere con la rete neurale del suo cervello.

C'è anche da dire che la risposta non lineare dei sensori d…

Ogni fotografo ha la sua Point Lobos (o dovrebbe)

In California, vicino Carmel, c'è un tratto di costa che è una vera mecca dei fotografi, almeno da quando il grande Edward Weston l'ha fotografata da par suo. Anche Ansel Adams e molti altri autori della "scuola americana" hanno avuto modo di visitare e riprendere questo luogo. Cos'ha di speciale, Point Lobos? In verità nulla: è un bellissimo tratto di costa rocciosa, con insenature e praterie sommerse di kelp. Insomma, ci sono molti altri luoghi simili, e non solo negli USA. Quel che rende speciale un luogo, è lo sguardo che vi si posa, è l'importanza che uno o più autori gli assegnano.
Una sorta di "luogo del cuore", per dirla con il termine impiegato dalla campagna annuale del FAI.
Credo che per ogni fotografo di paesaggio - ma non solo: le strade di Roma, Milano o Napoli sono i "luoghi del cuore" di chi fa "street", ad esempio - debba trovare il proprio luogo preferito, quello in cui si va a colpo sicuro, che qualcosa di buo…