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Fotografare in compagnia (e un progetto per il 28 aprile)

Tra i tanti miei tanti difetti - o pregi, dipende dai punti di vista - c'è anche quello che, almeno quando si tratta di fotografare, sono un tipo solitario. Mi piace avere i miei tempi: se trovo un soggetto che mi interessa posso fermarmi a fotografarlo anche per ore, senza dovermi preoccupare delle esigenze di qualcun altro. 


Quando si è in gruppo, tutti debbono scendere a dei compromessi, ed è difficile che si possa condividere davvero l'entusiasmo per un soggetto che ci ha colpito, e se capita si traduce in una serie di sgomitamenti per fotografarlo. 

"L'ho visto prima io!", "vabbe', ma aspetta che ho quasi fatto!", "attento al treppiedi che mi viene mossa!" e dialoghi del genere sono la norma. Stressante, a volte.

Certo, dipende da chi sono i nostri compagni nelle uscite fotografiche. Se sono persone sensibili e soprattutto veri amici, il più delle volte non nascono problemi particolari, anche se resta il fatto che non si possono rispettare i propri tempi ma occorre creare una sorta di "tempistica di gruppo" che è un compromesso che scontenta tutti ma non troppo.

Per quanto mi riguarda, quando esco con i miei amici fotografi, parto già con l'idea che lo scopo principale non è fare per forza delle buone foto (anche se capita, e anche spesso), ma trascorre piacevolmente del tempo praticando un'attività che amiamo con persone a cui vogliamo bene, il che in fondo è più importante della fotografia.


Così, qualche giorno fa, sono andato sulla costa di Civitavecchia con un gruppetto di amici con cui ogni tanto facciamo delle uscite - anche se non così spesso come ci piacerebbe. 

Massimo, Renzo e Roberto li conosco da (tanti...) anni, la mia esperienza fotografica è cresciuta anche con loro e a volte grazie a loro. Sono poi persone in grado di adattarsi con una facilità strabiliante alle dinamiche degli altri, il che è cosa rara.

Avviene perciò che durante le nostre escursioni fotografiche ogni tanto ci ritroviamo sparsi, ognuno a fotografare un dettaglio, una pianta, una roccia, un panorama, poi ci si ritrova assieme, si commenta, si cazzeggia, e si prosegue oltre, fino a trovare un nuovo soggetto, una nuova situazione. 

E allora mi viene da pensare che anche la fotografia, almeno a volte, può essere un gioco di gruppo, se non di squadra. Ma questo avviene solo se le persone capiscono e rispettano le esigenze altrui e pur cercando di far valere le proprie, non applicano una logica di sopraffazione. Avendo fatto parte di associazioni fotografiche so che spesso questo non avviene nelle cosiddette "uscite sociali", e forse è normale perché non basta appartenere alla stessa associazione per essere davvero amici.

Tuttavia, vale lo stesso la pena di partecipare alle uscite "pubbliche", magari portando con se solo una compatta: tanto si fotograferà poco, ma si chiacchiererà tanto, e questo è fondamentale. Prima bisogna crearsi degli amici, poi uscire insieme a fotografare. 

Vedere le cose, vederle davvero, come anche farsi degli amici, sosteneva la grande pittrice Georgia O'Keeffe, tra l'altro moglie di Stieglitz, richiede tempo. Quel tempo che è merce così rara al giorno d'oggi.


Mi dirai: che c'entra la data del 28 aprile indicata nel titolo?

Beh, il 28 aprile sarà il WWPD (WorldWide Pinhole Photography Day), la giornata internazionale del foro stenopeico

Si tratta di scattare, in quel giorno, una serie di fotografie col foro stenopeico (meglio su pellicola, ma anche digitali), poi sceglierne una e condividerla sulla galleria globale che si trova sul sito dell'evento. Non si vince niente, è solo per il piacere di partecipare, un modo per stare insieme, per conoscersi e magari provare una tecnica di cui si è sentito parlare e non si conosce.

Quest'anno non organizzerò un workshop o cose del genere. Pensavo a un'uscita nella zona di Viterbo (ancora da decidere, ma sarà un bel posto in mezzo alla natura) durante la quale si proveranno fotocamere stenopeiche e si faranno insieme le foto da condividere online. Il tutto è ovviamente gratuito e libero. 

Chi non conosce il foro stenopeico e non sa come costruirlo può ricevere indicazioni pratiche. Chi è iscritto alla mia Newsletter le riceverà in un'apposita comunicazione. Comunque il 28 aprile porterò con me il necessario per creare i fori, e dunque ci si divertirà anche così, en plein air!

Chi è intenzionato a partecipare me lo comunichi, così posso creare una lista a cui invierò successivamente i dettagli. Comunque ne riparlerò anche su questo blog. Se siete nell'area di Viterbo e dintorni (ma anche da Roma, che ci vuole?) che ne dite di stare un giorno insieme all'aria aperta a fotografare... da buoni amici (veri e non virtuali)?



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