Passa ai contenuti principali

La fotografia è una cosa seria? Se, vabbe'...

La fotografia è oggi troppo importante per essere presa sul serio. In fondo, è diventata il nuovo linguaggio popolare. Le aziende comunicano con le immagini, e così anche le persone. Siamo in piena overdose di fotografia.

Chi vuoi che possa ancora ritenerla qualcosa che valga la pena tenere in alta considerazione?


Il fatto è che ci sono così tante immagini, che per emergere si deve necessariamente scegliere tra due opzioni: o si segue il mainstream, però alzando in continuazione l'asticella, cioè ricorrendo a trucchetti da due soldi, oppure bisogna creare qualcosa di talmente "spettacolare" che non lo si possa non notare. In entrambi i casi la fotografia ci perde. Perché non si sfrutta la propria sensibilità, la propria immaginazione, ma solo la tecnica. Si torna alle origini, quando la fotografia non era considerata in grado di esprimere davvero qualcosa di personale, di artistico.

Hai notato, ad esempio, quanti paesaggi con spettacolari raggi di sole (le cosiddette fotometeore) che filtrano tra i rami degli alberi si possono oramai vedere online, anzi ovunque? E che colori accesi, carichi, corposi hanno i paesaggi al giorno d'oggi? 

Beh, con meno di 60 € ti basta acquistare il software Luminar della Skylum e potrai aggiungere tutti i raggi di sole che vuoi, o enfatizzare al massimo i toni e i colori delle tue foto con un semplice click. Guardati il sito: è facile, alla portata di tutti.

La superficialità è norma,  assioma, dogma. 


Secondo Alex Schneidemann, che ne scrive su "B+W Photography" di maggio 2018, un Bounce Rate del 90% è normale per un sito di fotografia creativa

Cos'è il BR?  Letteralmente è la frequenza di rimbalzo che un sito esprime: in pratica se vai su un sito, dai una rapida occhiata e te ne vai ancor prima di aver letto qualcosa, ecco, contribuisci ad alzare il Bounce Rate di quel sito, almeno secondo Google Analytics! 

Questo significa che i siti e i blog che trattano un "certo tipo" di fotografia, vengono visitati da molte persone che, nella quasi totalità, se ne vanno dopo pochissimi secondi. Sono capitati lì per sbaglio: pensavano di trovare tutorial su come creare raggi di sole finti per la propria foto (che è cosa molto "creativa" si sa), o come trasformare la propria foto a colori in un bianco e nero "stile Tri-X" grazie a qualche trucchetto facile facile. Oppure cercavano foto di gattini, nudi "artistici", bei tramonti da condividere. Invece trovano uno che gli parla di immaginazione, creatività, consapevolezza, e cose del genere. Ovvio che scappino.


A onor del vero, il Bounce Rate di questo mio blog è bassissimo, nemmeno l'1%. Chi arriva sa esattamente cosa aspettarsi! Certo, non ho molti lettori, ma fa niente: pochi ma buoni, come dice il saggio. E il pubblico non va esteso: semmai va ridotto

Bisogna insomma rivolgersi solo a quelle persone che, per cultura e sensibilità, possano comprendere e apprezzare i contenuti di un blog di nicchia qual è questo, ad esempio.

Tuttavia, mi rendo conto che questo blog va troppo a sovrapporsi (inutilmente) con quello (ben più popolato) che tengo su Reflex-Mania e che si chiama "Effeventidue". Lì, ogni due settimane, posto un'articolata riflessione sui massimi sistemi, e lì, d'ora in poi, posterò anche articoli un po' più leggeri e scherzosi, come quelli che, sinora, inserivo qui su Kelidon.

Ma questo blog continuerà ad esistere. Sarà però concentrato su aspetti più direttamente collegati ai miei progetti, al modo in cui affronto lo "storytelling" dal punto di vista fotografico. Continuerà a essere un blog anarchico, che alternerà post di varia natura, sebbene sempre direttamente o indirettamente legati al mondo della (mia) fotografia.

Insomma, sarà davvero il mio blog "personale".

Te lo dico perché così se credi che di tutto questo non ti freghi nulla, non tornerai inutilmente a visitarlo, aumentando il mio Bounce Rate. Ma sappi che se vieni con l'intenzione di leggere almeno le prime 10 righe di quel che scriverò, beh, te ne sarò davvero grato.


E a proposito: Buone Feste! Ci si rivede (o meglio, ci si "rilegge") nel 2019!





Commenti

Post popolari in questo blog

Di fotografia non avete capito niente (la gran parte delle volte)

Considerare la fotografia come un fatto puramente tecnico, come la sommatoria di competenze di base (esposizione, composizione, regole, regolette) e competenze avanzate (modelli di fotocamera, obiettivi, softwares e compagnia bella), è esattamente come considerare alla stessa stregua un manuale di ingegneria meccanica e la "Divina Commedia" di Dante. Se devi costruire un aeroplano magari è più utile il primo, ma se devi esprimere delle emozioni e delle idee non serve a una beneamata cippa.

Eppure navigando online, sui social in particolar modo, sembra che sia solo questo l'aspetto importante. Si vedono fotografie che (scusate il francesismo) fanno letteralmente cagare elevate a "capolavori" da folle vocianti sulla base di un solo, unico elemento: la tecnica di scatto. 
Ora che è estate e tanti si dedicano alla fotografia notturna, è un proliferare di immagini con vie lattee su panorami improbabili, scene dove le stelle svettano su cieli arancioni per l'inq…

Quali sono i fotografi più sopravvalutati della storia?

Chi sostiene sia Steve McCurry, che poi alla fine ha anche taroccato le foto con Photoshop, pirla! Altri sostengono che sia Berengo Gardin, o anche Fulvio Roiter: eche palle con questa Venezia
Che poi lo sanno tutti - e dài! - che Giacomelli le foto le faceva tutte mosse, e pure Cartier-Bresson, che poi ci faceva il furbo su, sostenendo che "la nitidezza è un concetto borghese"! Prima spende un sacco di soldi per le sue Leica e poi ci scassa i cosiddetti con questa saggezza da quattro soldi, ma a chi vuol prendere in giro?

Magari ti ci riconosci, in uno di questi commenti (spero di no), ma resta un fatto: che molti sono convinti che il modo più semplice  per sentirsi meno piccoli non è crescere, ma rimpicciolire gli altri. Segare le gambe a Gulliver, sputtanare il genio e ridimensionare le sue opere, alzare le spalle guardando le foto del maestro di turno esposte in una mostra o in un libro sospirando "mah, in fondo non mi sembrano granché". Di certo è un autore…

Come abbiamo potuto permetterlo? Ovvero: la solita lamentela pallosa!

Quando ero giovane io, noi ammiravamo i professionisti. Fotografi professionisti, intendo. Non solo i grandi nomi, quelli famosi, fighissimi e intervistati da ogni rivista fosse possibile rimediare in edicola (all'epoca, ce n'erano tante di riviste che trattavano di fotografia). 
No, parlo anche di quelli che semplicemente riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena grazie ai loro scatti: che fossero ritratti, cerimonie, cataloghi di prodotti o paesaggio o altro non importava. Era quella cosa lì che ti stuzzicava e ti riempiva di ammirazione: che campassero (magari male) grazie alla fotografia!

C'era anche una sorta di rispetto: loro - i professionisti, ma anche i fotoamatori "seri", quelli che dedicavano tempo ed energie a questa passionaccia - erano la fotografia. Bravi o meno, erano comunque i profeti di questa arte magica e affascinante. Quando in una discussione tra amici fotografi interveniva un professionista o un fotoamatore riconosciuto... beh, t…