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La forza della ripetizione

Il successo della pagina InstaRepeat su Instagram, dimostra come il tema della ripetizione, cioè della mancanza di originalità, stia diventando sempre più attuale. Centinaia, migliaia di fotografie simili, a volte molto simili, in certi casi scattate da persone diverse negli stessi luoghi, rendono la navigazione sulla rete un continuo rimestare tra cliché e deja vu.


Io appartengo a quella generazione di fotografi per i quali, se scoprivi che una tua foto era anche solo lontanamente simile a quella di qualcun altro ci rimanevi malissimo, e subito la nascondevi per non far pensare che avessi - orrore! - copiato. Altri tempi.

Oggi la copiatura si chiama "ispirazione", e viene nobilitata, come ho avuto modo già di scrivere su questo blog. 

Ma il punto è anche un altro: siamo sicuri che queste fotografie tutte uguali, a volte ben fatte, tecnicamente corrette ma inesorabilmente clonate, siano nate casualmente? Cioè che ci sia un modo per fotografare certi luoghi e certe situazioni che è quasi "naturale" e che alla fine, inconsapevolmente, tutti scattano dalla stessa posizione e con la stessa inquadratura? Francamente ne dubito.


Una delle cose che diciamo sempre, noi che ci dedichiamo alla didattica fotografica, è che se diamo una fotocamera a cinque persone diverse e chiediamo loro di fotografare lo stesso soggetto, quel che se ne otterrà son cinque foto diverse, perché la personalità, i sentimenti, le emozioni, la cultura delle cinque persone non possono essere uguali, e ognuna ci metterà del suo. 

Inizio a dubitarne. Internet non ha solo democratizzato la fotografia e creato cliché fortissimi, sta anche spingendo le persone a rinunciare alla propria personalità, a organizzarsi in gruppi, in branchi, ad agire secondo regole condivise con altre persone e contrapposte a quelle di altri gruppi. Una guerra tra bande, a cui la fotografia non è immune. 

Dunque spesso il voler fare le foto come le fanno gli altri, e come Instagram (e gli altri social) sembrano suggerire, diventa un modo per sentirsi parte di qualcosa di più grande. L'imitazione diventa un atto di fede. E lo si fa con orgoglio, non con vergogna. 

A tutti capita di fare foto simili a quelle di altri, a volte il nostro subconscio utilizza modelli che avevamo visto tempo fa e che a livello conscio non ricordavamo nemmeno più, succede ai musicisti figuriamoci ai fotografi. Ma essere orgogliosi di dire di aver scattato una foto simile a quella di un qualsiasi "influencer" fotografico, è davvero qualcosa di ben diverso. 

Qualcosa che da da pensare.





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