5 modi per salvare una foto venuta male (e 5 ragioni per non farlo)


Va bene, dai, succede a tutti prima o poi. Non c'è da preoccuparsi, non è da queste cose che si giudica un fotografo (parafrasando De Gregori). Mica si può riuscire a fare centro sempre, "ogni bbotta, 'na tacca", come si dice a Roma. Cavolo, qualche volta si sbaglia, ci scappa il morto (fotografico, ovvio).

Sei lì, hai davanti un soggetto fa-vo-lo-so, hai la fotocamera pronta, sei concentrato, per la miseria sei un falco sulla preda, un ghepardo dietro la gazzella, o anche un tacchino sul verme (vabbe' è meno figa come immagine, ma rende l'idea), scatti. Click! Ecco, l'attimo è passato, ma tu hai la tua foto, l'hai presa!

Poi torni a casa... e niente, la foto è brutta, banale, magari micromossa, insomma sbagliata. Ti disperi. Ti metti le mani nei capelli. Urli: "Noooooo!" esagerando con le "o". Spari un po' di parolacce, sei arrabbiato. Ma poi pensi: per fortuna che c'è Photoshop! Puoi salvare la tua foto, puoi recuperarla, lanciarle un salvagente, tenerla a galla, almeno per i Social, almeno per raccogliere quel consenso a cui aspiri sempre. Va bene, hai ragione. La tecnologia può salvarti l'anima, impedirti di cadere nel pozzo della depressione post-fotografica. 

Vediamo insieme alcune risorse segretissime (ti sto prendendo in giro) che di certo potranno tornarti utili in simili frangenti (ma anche no).

1 - Se la foto è brutta a colori, magari viene bene in bianco e nero. Ecco, un classico. La foto risulta banale, vuota, senza alcuna verve, è proprio inguardabile? Il cielo è grigio topo, il verde del prato sembra quello di un campo dove la Monsanto sperimenti il Roundup (un diserbante), il torrente lì vicino pare il Tevere quando è limpido (cioè mai)? Pare la scenografia di World of Warcraft? Ma se la converti sapientemente in bianco e nero, diventerà un capolavoro! In mezzo ai grigi, chi distinguerà più quei colori malati? E poi lo sanno tutti che una foto in bianco e nero è più artistica, più creativa, più intelligente, più fine art, più classica, più... boh.

2 - Se la foto è micromossa, o proprio mossa, puoi sempre dire che l'hai fatta apposta così. Quanti fotografi scattano appositamente fotografie mosse? Chi sei tu per non fare altrettanto? Ti basta scrivere una didascalia in cui accenni velatamente (cioé mettendolo in grassetto e tutto maiuscolo) che si tratta di un ICM, un Intentional Camera Movement, una foto realizzata muovendo intenzionalmente (capito? Mica per sbaglio!) la fotocamera, e il gioco è fatto. Certo definire ICM un micromosso è dura, ma la creatività è tutto in fotografia e chi non lo capisce è un idiota!

3 - Se la foto è scura o sovraesposta, puoi sempre tirar fuori le due categorie utilissime dell'High Key e del Low Key. Come con l'ICM esiste sempre la parolina magica che trasforma un errore in una tecnica, lo sbaglio in una scelta stilistica. Se poi vogliamo dirla tutta, puoi anche scurire ancora di più la foto o schiarirla al punto tale che resti ben poco di visibile: due colpi di Photoshop e la tua schifezza diventa un'opera epocale dal titolo "perso nell'ombra" o "di sola luce". Che lo sanno tutti quanto sono importanti i titoli per le fotografie, specie se non significano un'emerita cippa.

4 - Se la composizione è banale, con l'orizzonte al centro, il soggetto al centro, tutto al centro, che pare più un bersaglio da poligono che una foto, puoi sfruttare il T&S. Quanto ti piace 'sto fatto che la fotografia abbia una parolina per ogni cag... ogni possibilità espressiva, eh? Tilt&Shift: lo senti come suona bene, com'è musicale 'sto inglese? Basta sfocare i bordi in modo progressivo (ci sono anche comandi appositi, tu pensa!) e sembra che tutto concorra solo a portare lo sguardo verso il soggetto, "sapientemente collocato al centro, in una composizione di fine equilibrio", come sosterrai sino alla morte. Altrimenti esiste sempre lo "zooming": hai presente, no? Quella tecnica che consiste nel muovere il comando dello zoom mentre si scatta con tempi adeguatamente lunghi, trasformando il soggetto in un tunnel colorato. Ecco, lo si può fare comodamente in "post" con "sfocatura radiale" di Photoshop. La tua foto diventerà una specie di esplosione, impossibile da non trovare spettacolare. Grandioso, non trovi?

5 - Ma se tutto questo proprio proprio non serve a nulla, se la foto è davvero brutta e inguardabile, e resiste a ogni conversione, applicazione di filtro, manipolazione estrema, sovvertimento? Tranquillo: come ogni pittore che abbia ripulito i pennelli su una tela può invocare Jackson Pollock a sua discolpa, ogni fotografo con una foto di mer... brutta, può trovare facilmente un fotografo della nuova generazione che abbia fatto peggio di lui, "e le sue foto vengono pure vendute a due milioni di euro!". Trovare scuse è il solo trucchetto più efficace di Photoshop nel salvare le nostre fotografie. Ed è vero che, come diceva Ansel Adams, la fotografia è come una barzelletta e se devi spiegarla (leggi: giustificarla) vuol dire che non è venuta bene, ma a lui le spiegazioni mica servivano: forse a te si!


Se guardando il tuo mostriciattolo fotografico, però, non hai il coraggio (e l'onestà intellettuale) di applicare i rimedi che ti ho appena elencato (e i molti altri possibili), forse potrebbero tornarti utili questi altri 5 consigli, speculari ai precedenti.

1 - Se la foto è brutta a colori, cerca di capire perché. Cos'è che non hai colto quando eri sul campo? Perché quei colori, dal vivo, ti hanno in qualche modo intrigato e ora invece non ti convincono? Quando fotografi, oltre ai vari parametri che ben conosci (esposizione, messa a fuoco, composizione...), dovresti pensare a cosa vuoi comunicare con la tua foto, se i colori, le tonalità del soggetto sono funzionali alla tua idea o se invece sei attirato dai grafismi, dai giochi di luce e ombra e intendi ricorrere al bianco e nero. Ma devi saperlo prima, non fare conversioni "di emergenza" dopo! Ti do anche un piccolo consiglio: oggi con le fotocamere digitali esiste una possibilità che un tempo era negata ai fotografi, quella di vedere in anteprima le foto in bianco e nero. Imposta la fotocamera perché scatti in monocromatismo, e così vedrai immediatamente l'effetto che fa. Se scatti in RAW (come spero) la foto rimarrà comunque a colori, ed è meglio così perché la conversione in-camera è una semplice desaturazione e dunque è bene convertire la foto in postproduzione, ma intanto avrai un'idea generale dell'immagine in scala di grigi.

2 - Se la tua foto è micromossa o mossa, cerca di riflettere sulle condizioni di scatto, per evitare in futuro simili errori. Potevi attivare lo stabilizzatore? Potevi alzare gli Iso e aprire il diaframma per avere tempi di scatto più sicuri? Potevi ricorrere al cavalletto? E certo: anche l'ICM è una tecnica interessante a cui ricorrere: consapevolmente, però, come "espediente narrativo", al pari di orizzonti storti e sfocature parziali. Tutto è consentito al fotografo, purché scelga di fare una determinata cosa!

3 - Idem se l'esposizione è sbagliata. Oggi col digitale si può facilmente porre rimedio a foto troppo chiare o troppo scure, se l'errore non è eccessivo e si scatta in RAW, ma se vogliamo essere fotografi migliori, dobbiamo cercare di avere il controllo dei parametri di scatto, ed evitare esposizioni sbagliate. Se nonostante i nostri sforzi, i file sono regolarmente troppo scuri o troppo chiari, forse è il caso di controllare la fotocamera, e in caso impostare una sovra o sottoesposizione fissa. Sebbene regolato in fabbrica, può capitare che una fotocamera abbia l'esposimetro non ben tarato: nei casi più gravi fai valere la garanzia.

4 - Ogni tecnica fotografica ha una sua motivazione. Possiamo giocare con la fotocamera, anche per esercizio, o solo per puro divertimento, ma quando "facciamo sul serio", certe tecniche divengono delle formule grammaticali, utili a costruire un discorso, a impostare un racconto. Se pensiamo che ci sono fotografi che sul T&S hanno creato vere e proprie carriere, puoi ben capire l'importanza che una tecnica può assumere, se usata con intelligenza!

5 - Una foto non riuscita è una preziosa alleata: ti insegna tantissimo. Sai come si dice, no? Niente insegna più di un grande errore. Dai successi si impara assai poco, mentre la tua foto sbagliata - se non la butterai subito e invece ti fermerai ad analizzarla - potrà rivelarti le tue debolezze tecniche, le tue distrazioni, insomma cosa non va nel tuo modo di affrontare il soggetto. Perciò non vergognarti mai di una foto mal riuscita, ma impara da lei!









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