10 modi per scattare fotografie davvero (ma davvero) belle

Una premessa importante: sono in modalità cazzeggio. Una seconda premessa importante: non esistono fotografie belle. Prendi la foto più figa che ti viene in mente, che so "Migrant Mother" della Lange, o "Moon over Hernandez" di Adams, e pensa: non sono affatto belle. Ma proprio per niente.

Come sosteneva Nietzsche, "conoscere una cosa come bella, significa necessariamente conoscerla nel modo sbagliato". Una foto può essere efficace, significativa, comunicativa, emozionante o qualsiasi altro aggettivo ti venga in mente, ma bella no. 


Perché il concetto di bellezza è strettamente personale (il classico "non è bello quel che è bello, ma quel che piace"), perché varia nel corso del tempo (e basta vedere come sono cambiate le modelle dei fotografi, o come fotografie considerate capolavori ai primi del XX secolo, oggi siano completamente dimenticate) e infine perché il bello è un concetto vago, indefinibile e come tale inutile: è bello il soggetto anche se la foto è brutta? O la foto è bella anche se il soggetto è brutto? E così via, arrancando. Perciò lascia perdere.

Ma, mi dirai: parlare di una bella foto rende tutto più facile. Tra noi ci si capisce. Vero. Allora, se la intendiamo in questo modo, ecco 10 (in)utili consigli su come realizzare delle foto che una gran parte delle persone considererà belle. E che gli Dei e le Muse ti (e mi) perdonino.

1 - Domandati: cos'è che le persone - la massa, diciamo - considera davvero bello? Un tramonto è bello, una ragazza poco vestita è bella, un paesaggio armonioso è bello. Debbo aggiungere altro? Se vuoi fotografare periferie degradate, almeno mettici una bella ragazza in topless, che diamine.

2 - Come valutano le fotografie i tuoi contatti Social? Si stima che le guardino per circa 3 secondi. Dunque rassegnati, hai solo 3 secondi per convincerli che stanno guardando una bella foto: pompa i colori, esagera con l'HDR, scegli soggetti disturbanti o altamente spettacolari. Nessuno resisterà in tal modo a commentare: "ammazza che bella!".

3 - Il linguaggio, il linguaggio! Se la stragrande maggioranza delle persone sa recitare a memoria una sola poesia, e questa è "M'illumino d'immenso" di Ungaretti, ci sarà un cazzo di motivo, no? Se riempi la tua fotografia di soggetti, se la rendi confusa, la gente la respingerà, la troverà giocoforza brutta. Semplifica e non sbagli. Tra l'altro diventa tutto più facile. Trova un soggetto accattivante e riprendilo così com'è: lascia che sia il soggetto a fare tutto lo sporco lavoro necessario. 

4 - Va bene, hai deciso di fare le cose sul serio, e vuoi un consiglio vero e non dei fake. Hmmm. Allora valuta questo: ci sono alcuni elementi psicologici che spingono le persone ad amare le fotografie (e dunque a definirle belle). Nessuno definirà bella la foto di qualcosa che appare spiacevole, anche se la foto di per sé è efficacissima. L'ho già detto. Aggiungo che questo significa che deve passare un messaggio positivo: dimentica i tuoi tormenti da poeta romantico e concentrati su concetti degni di un romanzo rosa: foto di fiorellini colorati, farfalle, ragazze sognanti, paesaggi pieni di verde. Una ricerca condotta un po' di anni fa (è vero) ha dimostrato che in mezzo mondo il tipo di immagine più amata è quella di un paesaggio vasto, con un fiume che scorre nella valle e le montagne sullo sfondo. Se vivi su una piccola isola, sei fottuto.

5 - Una bella foto merita un bell'effetto. Effetto digitale, sia chiaro. La gente ama gli effetti: crede che siano sinonimo di creatività (quando è il contrario, poveri sciocchi), di bello, di artistico. Studiati l'effetto Orton, lo Zooming, la conversione biancoenero in duotone, l'effetto miniatura (finto T&S), e così via. Successo garantito: anche se il soggetto farà schifo, tutti diranno che è una bella foto, basta che ci sia un bell'effetto a confondere le loro menti deboli.

6 - Una bella foto merita un bel titolo. Eh, a questo non ci avevi pensato, eh? Eppure è dimostrato e dimostrabile: mostra una foto qualsiasi, purché brutta assai, a una persona, e quella ti dirà: "ma che è 'sta cagata?". Ma se tu gliela mostri con un'ampia dida in cui spieghi con paroloni assurdi che quella foto, dal titolo "Opus #1", è il tuo tentativo "di andare oltre gli schemi ossimorici del visuale, una anastrofe fotografica, un iperbato della realtà che si concretizza in una metonimia" (se non sai che vogliano dire questi termini retorici, hai buona compagnia, ma li trovi online), ecco che per non fare la figura del pirla ti dirà "però, davvero bella". Beh, spesso succede, e tentar non costa nulla. E poi vuoi mettere la soddisfazione di prendere per il culo qualche amico?

7 - Crea il tuo manifesto. Una tecnica classica. Invece di perdere tempo a fotografare (che tanto oramai son capaci tutti a fare una foto, dài!), prendi delle foto che hai e organizzale dando loro un senso grazie alla creazione di una corrente artistica. Butta giù le regole del tuo Movimento: esagera, che è meglio. "L'arte significativa è anche nascosta, segreta, sommersa, vive nelle case, in piccoli studi pieni di magia, nei vicoli delle città, nelle mansarde dei quartieri popolari", scrivono per esempio quelli del Movimento Artistico. Ma puoi osare di più. Porti "il problema della percezione onnicomprensiva dello Spazio inteso come summa delle categorie assolute di Tempo, Direzione, Suono, Luce", secondo il Manifesto Spazialista. "Noi vogliamo cantare la divina essenza dell’Uomo, illuminandone la coscienza con l’intuizione. Le nostre armi sono le Arti, la strategia è l’ispirazione, la nostra energia l’amore per lo spirituale che è in noi" rispondono gli adepti del Metateismo. Insomma, metti assieme quattro concetti stropicciati ma conditi di belle parole e sei a posto: presenta le tue foto come espressione della corrente artistica che hai creato, e di certo una buona fetta di chi le guarderà ti dirà che sono davvero belle (magari pensano in verità che facciano schifo, ma a noi che cosa ce ne frega di quello che davvero pensa la gente, no?).

8 - Creati un'immagine. Cioè, non devi scattare una foto (te l'ho già detto che non serve), ma fare in modo che le persone ti vedano in modo diverso. Conquistarsi una certa fama di bravo fotografo non è facile, ma dopo i sacrifici fatti per conseguire questo risultato nessuno oserà più sostenere che le tue foto - ancorché pessime - non siano davvero belle. Ma se non hai voglia di sbatterti in tal senso, va bene anche far finta di essere una persona "tanto sensibile", passare per uno che ha uno sguardo penetrante e quando scatta una foto (poco nitida, storta, banale poco importa) lo fa per rivelare agli altri quel che non sanno vedere da soli. Cita a man bassa Minor White (lo faccio sempre pure io) e la sua frase più significativa: "non fotografate quel che è, ma cos'altro è". Su questo puoi agganciarci un sacco di considerazioni astruse che porteranno il povero spettatore a dire: "bella questa foto, mi ha rivelato un mondo" (grazie al cielo il mondo è pieno di ingenui).

9 - Trovati un forum o un sito di fotografi sfigati: anche di pagine Facebook ce ne sono parecchie. Ogni tanto ci capito, e debbo dire che il livello medio delle foto postate è imbarazzante. Ottimo. Inizia a postare foto anche solo al di sopra della media (è facile), e troverai schiere di fan che cadranno ai tuoi piedi. Una volta ottenuto questo risultato, condividi i commenti estasiati anche altrove, e in breve ti sarai costruito l'immagine di quello bravo. Per il resto vale il consiglio precedente. Il concetto di bellezza è soggettivo, per fortuna.

10 - E va bene, ancora non sei riuscito, nonostante tutto, a far capire alle persone quanto siano belle (ah ah ah ah ah) le tue foto. Ti senti frustrato, lo capisco. Hai però un'ultima possibilità. Uscire da Internet. Lì ci sono i leoni da tastiera, quelli che si nascondono dietro un nickname e ti dicono (bastardi!) la verità, cioè che le tue foto fanno schifo. E allora stampale, incorniciale e realizza una bella mostra. Va bene anche un Bar che si renda disponibile a prestarti le sue pareti, o il locale di una scuola, di un'associazione, di una parrocchia. Metti lì le tue foto, con il Manifesto del tuo movimento stampato in bella mostra all'inizio e le didascalie scritte come ti ho detto. E' fatta. Di persona nessuno avrà il coraggio di criticarti. Magari li vedrai assumere delle espressioni stupite, anche schifate (succede), ma quando ti avvicinerai e gli chiederai un parere non avranno il coraggio di dirti la verità. "Bel lavoro... belle foto... mi piacciono" balbetteranno. Tu li inchioderai lì davanti per due ore con le tue considerazioni sullo stile e la grammatica della fotografia. Vedrai, sarà bellissimo.

Ecco, questo è tutto. Potresti pensare che ti ho dato consigli solo su come farti dire che le tue foto sono belle, non su come fare in modo che questi commenti siano veri. Ancora con questa storia della "verità", dell'autenticità?! Che palle! Sono concetti superati, da quando l'arte contemporanea ha deciso che un taglio sulla tela, una ruota da bicicletta o addirittura della merda in scatola siano opere d'arte. Eccheccazzo, il tuo bel tramontino infuocato, allora?



Commenti