Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Settembre, 2018

Fedeltà e infedeltà

Tradurre un libro (o qualsiasi testo) da una lingua in un'altra non è affare da poco. Non basta infatti conoscere la lingua del testo, occorre anche saperlo interpretare, visto che il più delle volte una traduzione letterale non è possibile, e se fatta è in genere orribile, come dimostra "Google Translate": utile, ma generalmente fonte di ilarità. 
Perciò, si dice che "una traduzione è come una donna: se è bella non è fedele, se è fedele non è bella". Una frase decisamente maschilista ma che, nel campo specifico delle traduzioni, è anche indubbiamente vera.
Ora facciamo un piccolo esperimento e sostituiamo a "traduzione" il termine "fotografia". Questo ci da materia di riflessione. 

Quando un fotografo è davanti al suo soggetto, in effetti, compie un esercizio di traduzione. A causa della natura indicale della fotografia - cioè della sua dipendenza dal soggetto stesso - il fotografo deve riuscire a fare in modo che quel che ha davanti possa…

Fotografare fa rima con rallentare (video post)

In questo breve video illustro la mia idea che per ottenere fotografie migliori, il più delle volte, è sufficiente rallentare, non avere fretta, rimanere col nostro soggetto il più a lungo possibile. Anche quando si deve operare con rapidità, è bene non essere frettolosi, e possibilmente farsi trovare pronti, lavorando d'anticipo.



Il fotografo bravo bravo. Ma proprio bravo.

Prova ad andare su un forum o in gruppo Facebook e lancia una discussione su un tema tipo: come si riconosce un bravo fotografo da uno scarso? Riceverai opinioni assurde, sballate, pazzesche, qualche idea buona, numerosi insulti e in breve il tutto degenererà in un casino pazzesco.

Diciamo subito (così mi levo lo scrupolo di dire qualcosa di intelligente prima del cazzeggio che seguirà) che i fotografi bravi non esistono, esistono persone che sanno pensare, provare emozioni e comunicarle grazie alla fotografia. Augh!
Ad ogni modo voglio venirti incontro, esserti d'aiuto nel malaugurato caso un giorno tu volessi sfrugugliare (voce del verbo sfruguglio = stimolare, sollecitare) la Rete proponendo discussioni inutili come quella in apertura, e ti offro queste dieci considerazioni, massimamente inutili ma anche immensamente intelligenti e profonde.  Fanne buon uso.
1 - Il bravo fotografo si guarda bene dall'avviare su Facebook o altri Social discussioni su come riconoscere un brav…

Video post: la Fotocamera

Quanto è importante la fotocamera nel realizzare una fotografia? Apparentemente non se ne può fare a meno, ma di certo anche con apparecchi molto semplici è possibile fotografare e realizzare immagini interessanti e degne di attenzione.


In realtà  esistono diverse tecniche "cameraless" (come i fotogrammi o i lumenprints) che permettono di realizzare fotografie senza appunto la fotocamera, come ha dimostrato ad esempio Man Ray. Comunque del rapporto fotografo/fotocamera parlo in questo breve video.

Se sei interessato ad approfondire gli argomenti tipo quelli a cui accenno nel video, forse potrebbe interessarti il mio nuovo libro, disponibile sia come ebook che come libro cartaceo. Trovi tutte le informazioni cliccando sulla copertina o sul pulsante qui sotto!



La fotografia e il silenzio

Qualunque siano il rumore e la violenza che la circondano, la foto restituisce l’oggetto all’immobilità, al silenzio” (Jean Baudrillard)
La fotografia congela il tempo e impone il silenzio alle cose, sostiene non senza ragione il filosofo Baudrillard (“Patafisica e arte del vedere”, 2006), anche perché rispetto al cinema e alla televisione non produce alcun rumore. Alcun rumore proprio, più esattamente. Non ha, per essere più precisi, il sonoro, non quello che attiva i timpani nelle orecchie, almeno.
Infatti, la silenziosità della fotografia è legata anche alla fruizione che se ne fa. 
Se la si inserisce in un Social Network o su un quotidiano, il rumore del mondo – non fisico, ma comunque reale – torna a inghiottirle. 
Già in altre occasioni ho avuto modo di parlare di quella che io chiamo “fotografia quieta”, che è tale non soltanto per le modalità di scatto e per i soggetti ripresi, ma per la sua stessa natura: diciamo che nasce quieta già nelle intenzioni dell’operatore, di colu…

Cosa vuol dire scrivere un libro sulla fotografia

Stavolta vorrei parlarti di me e del mio lavoro di scrittore di libri. E nota bene: io preferisco scrivere libri sulla fotografia, non di fotografia. Un genere poco diffuso in Italia, molto di più negli USA dove ci sono autori specializzati nell'esplorare le possibilità della fotografia, le sue implicazioni creative, artistiche, sociali, politiche e quant'altro. 
Da noi si preferisce fornire consigli utili, spiegare tecniche, creare manuali passo passo. Niente di male, anche io ne ho fatti diversi, come laGuida alla fotografia stenopeica o all'utilizzo della Luce, sebbene cercando sempre di spiegare non solo come, ma anche perché.

Però, da avido lettore di libri sulla fotografia scritti da autori americani, ho sentito l'esigenza di scrivere anche io dei libri che andassero un po' più in profondità, che fossero un po' come gli Zuihitsu giapponesi (il più famoso è "Ore d'Ozio" di Yoshida Kenko, del XIV secolo), un genere letterario in cui l'aut…

Quali sono i fotografi più sopravvalutati della storia?

Chi sostiene sia Steve McCurry, che poi alla fine ha anche taroccato le foto con Photoshop, pirla! Altri sostengono che sia Berengo Gardin, o anche Fulvio Roiter: eche palle con questa Venezia
Che poi lo sanno tutti - e dài! - che Giacomelli le foto le faceva tutte mosse, e pure Cartier-Bresson, che poi ci faceva il furbo su, sostenendo che "la nitidezza è un concetto borghese"! Prima spende un sacco di soldi per le sue Leica e poi ci scassa i cosiddetti con questa saggezza da quattro soldi, ma a chi vuol prendere in giro?

Magari ti ci riconosci, in uno di questi commenti (spero di no), ma resta un fatto: che molti sono convinti che il modo più semplice  per sentirsi meno piccoli non è crescere, ma rimpicciolire gli altri. Segare le gambe a Gulliver, sputtanare il genio e ridimensionare le sue opere, alzare le spalle guardando le foto del maestro di turno esposte in una mostra o in un libro sospirando "mah, in fondo non mi sembrano granché". Di certo è un autore…

Nel mondo si producono troppe foto! Davvero?

Si stima che ogni giorno si producano nel mondo 800 milioni di fotografie, nella gran parte dei casi grazie agli smartphone. Non solo: anche il numero di fotografie prodotte seriamente, cioè da professionisti, e specialmente fotogiornalisti, è aumentato parecchio: e questo è strano, considerando che mai come ora il settore è in crisi. Ma evidentemente si produce di più perché si viene pagati meno...

Normale, dunque, che si giunga alla conclusione che di fotografie, nel mondo, se ne producano "troppe", che ogni gesto quotidiano divenga occasione di uno scatto, che non si riesca più a comunicare senza condividere uno "shoot", che gli eventi non possano esistere senza la prova provata di una (magari brutta) fotografia.

Troppe foto banali, sciatte, senza profondità, spesso senza cuore o almeno un po' di intelligenza, scattate solo perché oramai la fotocamera ce la portiamo sempre dietro, inserita nel telefono cellulare, e alla fine "che mi costa?".

Ma in …