Passa ai contenuti principali

I filtri ND e la coazione a ripetere

A me piace tornare nei posti. Anzi, più torno in un determinato luogo, e più sento di riuscire a ricavarne qualcosa di buono, di valido. Sarà che le prime volte, anche non volendo, uno scatta le fotografie che ritiene "utili" o "necessarie". Quelle che, successivamente, eviterà di scattare, avendole già fatte, iniziando invece a cercare prospettive diverse, nuove inquadrature, nuovi modi di rendere il soggetto. Cosa non facile quando il soggetto è relativamente univoco, tipo una cascata. Tipo la cascata Salabrone a Farnese, che avrò fotografato decine di volte. 

Sarà che ogni volta che passo lì vicino mi va di dare un'occhiata a quella che, ritengo, è la più bella cascata della Tuscia. L'ho fotografata in analogico, col foro stenopeico, in digitale, di notte, con le stelle e con le lucciole, e di giorno, col sole o con la pioggia, e poi in autunno, in primavera, in inverno e certo, anche in estate. Anche qualche giorno fa, per dire.


Il vantaggio dell'estate è che si può entrare in acqua e dunque avere una prospettiva diversa della cascata, meno frontale. Anzi, in questo caso decisamente laterale. 

Mi sono accorto che in un angolo del salto d'acqua c'erano delle canne che continuavano a roteare: una buona occasione per realizzare qualcosa di diverso. Così, con l'acqua sin quasi all'inguine, ho piantato il cavalletto e creato una sorta di "palizzata" per evitare che le canne toccassero il treppiedi facendolo vibrare. Poi ho provato a metter su il filtro ND 1000, che toglie ben dieci stop di luminosità: 40 secondi di esposizione e passa la paura. Ma mi sembravano troppi: così ho montato un ND 8 + polarizzatore, per un totale di circa 4 stop e un tempo di scatto di 5 secondi, decisamente più ragionevole, tenendo conto della lotta che dovevo fare con le canne intenzionate a colpire il treppiedi. 

Il risultato mi piace molto e anche se la foto non è un capolavoro, tuttavia rende bene l'atmosfera di quel momento, con il sole che - di mattina presto - inizia a occhieggiare dietro gli alberi. A questo punto, ho anche provato a rifare alcune fotografie col tele, che in una precedente occasione aveva portato a dei risultati intriganti.


Uscito sgocciolante dall'acqua e montato il vecchio 28-85 mm Nikkor regalatomi dal mio amico Roberto, ho stretto al massimo sulla base della cascata, per evidenziare il gioco di rimbalzi e rocce che costituisce il fascino di un luogo del genere. In questo caso ho escluso a priori l'ND 1000 e ho utilizzato direttamente l'ND 8 col polarizzatore, ottenendo un tempo di esposizione di circa 3 secondi, ampiamente sufficiente per rendere setosa l'acqua senza esagerare. 

Non credo che questa sarà l'ultima volta che fotograferò questa cascata, e tanti altri posti che - lo so per certo - possono ancora offrirmi mille possibilità di realizzare immagini che ben esprimono il mio modo di vedere la Natura. Pensate pure che io sia un abitudinario, ma la verità è che mi piace scendere in profondità, comprendere un luogo, non solo documentarlo. Non è quello che dovrebbe fare ogni fotografo?

____________________________________________


Di filtri ND e di come imparare a "vedere" la luce, tratto nel mio nuovo ebook


Per saperne di più (senza impegno) puoi andare 
sul mio sito cliccando sul pulsante qui sotto.

Commenti

Post popolari in questo blog

E poi dice che uno butta la fotocamera e si compra uno smartphone (di qualità)

Il nuovo Huawei P30 (anche nella versione Lite) promette meraviglie dal punto di vista fotografico. Può darsi. Intanto, visto che il mio amico Roberto ha approfittato di un'offerta per acquistare un "vecchio" P20, gli ho chiesto di mandarmi un file RAW (DNG) scattato con la "bestia", cosa che puntualmente ha fatto.
Ho aperto il file in Lightroom e l'ho convertito in jpeg con pochi tocchi di curve giusto per sistemare il contrasto. Incredibile. 
Il file è pulito e nitido, senza traccia di rumore e con una definizione pazzesca per un "telefono" soprattutto considerando che stiamo parlando di 40 megapixel, in pratica un file stampabile nel formato 60x50 cm ( a 300 dpi) senza nessuna interpolazione!

La cosa che colpisce è proprio la pulizia del file, che nelle ombre ha dei passaggi di tono morbidi e precisi: lavorando un po' il file non c'è alcun motivo per non poterlo stampare nel formato 70x100 cm senza perdite di qualità. Che è una prestaz…

Rollei Infrared - Una piccola recensione

Prima di tutto una breve nota: sabato 1 dicembre alle ore 18.30 terrò un breve Webinar gratuito su analogico e digitale, parlando anche del mio approccio "ibrido". Se sei interessato o semplicemente curioso, basta andare sulla mia pagina Facebook "Colorseppia" il giorno della diretta. Non serve altro.

E a proposito di analogico e digitale, io sono sempre stato un amante della fotografia all'infrarosso, ma come molti ho iniziato a praticarla attivamente solo con l'avvento del digitale, che la rende facile e di immediato riscontro. Ma poi, preso dai rimorsi per aver scelto la strada più facile - che com'è noto conduce direttamente all'inferno - ho ordinato qualche rullo di Rollei Infrared, che da quando la Efke ha dato forfait è tra i pochi materiali IR analogici disponibili con relativa facilità (sebbene i tempi di attesa per ricevere a casa i rulli siano un po' lunghi, a volte). In pratica a parte la Ilford FSX e la Film Washi Z (e volendo la Ro…

10 buoni propositi per il 2019 che non rispetteremo (guida sragionata)

Mi dico sempre che l'inizio di un nuovo anno è solo una convenzione. Per molti popoli non è il 31 dicembre, anzi per molti popoli non è nemmeno il 2019 (gli ebrei stanno circa al 5777, ad esempio). Figuriamoci. Dunque a che serve tutta questa retorica sul "nuovo inizio"? A parte a far guadagnare ristoranti, discoteche e venditori di botti, sicuramente a niente.

Ma i propositi hanno la caratteristiche che te li imponi e poi non li rispetti mai, nemmeno il primo, il fondamentale (il n°10 dell'elenco sotto). Perciò eccomi qui a fare la lista dei 10 buoni propositi (quelli cattivi non serve elencarli, che li conosci bene) che ogni fotografo dovrebbe porsi per il 2019 (ma sono gli stessi da cinquant'anni almeno).
Di buoni propositi noi fotografi ne abbiamo una caterva. Li scrivevamo un tempo sull'ultima pagina dell'agenda dell'anno precedente (io almeno facevo così), e insieme a quest'ultima il più delle volte li buttavamo nel cestino. Poi è arrivato …