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"Ho visto la luce!" (e non parlo dei Blues Brothers)


Sai dirmi, in questa foto del castello di Rocca Calascio in Abruzzo, quale sia il soggetto? Dirai: è una domanda alla Catalano, tipo "di che colore è il cavallo bianco di Garbaldi"! Invece no, perché il vero soggetto non è affatto il rudere ben noto del castello che, in effetti, qui è ridotto a mera silhouette.

Il soggetto che mi ha colpito e mi ha spinto a mettere in moto le mie risorse intellettive, emotive e finanche spirituali è stata la luce.

Era una mattina di qualche anno fa e stavo girando intorno al castello cercando ispirazione. 

Non è mai facile con i soggetti sfruttati e ben noti: io stesso, come tanti altri, ho realizzato foto di Rocca Calascio con la neve, con o senza sfondo, di sera, di notte, all'alba, al tramonto, in tutte le possibili stagioni. In una occasione ho anche ottenuto di pubblicare una copertina ("I Viaggi" di Repubblica), che è sempre una bella soddisfazione. Tra l'altro si tratta di una foto in HDR che a me piace molto perché non si nota affatto che, per tener dentro tutta la gamma luminosa, sono ricorso a questo trucchetto, che allora - nel 2005 - non era poi così noto e diffuso.


Quella mattina, dicevo, gironzolavo lì attorno perché c'era una bella nebbiolina e, si sa, un castello nella nebbia è sempre un soggetto intrigante. Ma niente, le foto erano piatte e prive di forza. Ebbi l'intuizione di scendere un po' di quota, in modo da far stagliare la rocca contro il cielo e poi la vidi: la luce, intendo. Come nel film dei Blues Brothers, vedere la luce è qualcosa di straordinario. Invece di mettermi a piroettare sulle note trascinanti di James Brown, però, piantai per bene il mio cavalletto con su la fotocamera e attesi che il sole si sollevasse appena dai colli retrostanti, creando quella serie di "raggi" che emergono dietro la massa muraria della fortezza. 

L'esposizione non è stata complicata: ho privilegiato la luce, facendo una lettura spot non sulla parte più luminosa, ma appena sopra, sottoesponendo un po', dunque, ma non tanto da rendere completamente nera la parte in ombra. In postproduzione, grazie alle curve (di cui parlerò in futuro, visto che credo che con le curve si possa fare il 90% del lavoro via software), ho regolato il tutto, infine ho convertito la foto in bianco e nero e ho applicato la coloritura duotone blu/giallo, che mi sembrava la più adatta a evidenziare l'effetto luminoso. Et voilà. Il castello diventa non più "Rocca Calascio", ma il misterioso maniero dei Canterville. O qualcosa del genere.

La luce, e le ombre conseguenti, sono tutto, in una fotografia.

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