Un piccolo esperimento e le considerazioni che se ne possono trarre

Guarda questa fotografia di una cascatella a Nepi (Vt). Probabilmente non noterai subito qualcosa di strano. Ma guarda meglio: ci sono alcuni dettagli rivelatori.


Vedi quel piccolo gorgo colorato ai piedi della cascata? Ci sono elementi rossi, verdi e blu, cioè RGB (Red, Green, Blue), ma in verità è un po' di schiuma bianca che ruota a causa del getto d'acqua.

Quella che vedi non è una singola foto, ma sono tre foto sovrapposte: queste qui sotto.


Ognuna delle tre foto è stata scattata attraverso un filtro primario (di quelli per il bianco e nero), blu, verde e rosso. Alcune delle foto  (penso a quella blu e a quella verde) non sono neanche male già prese così, direttamente. Ma combinandole tutt'e tre si ottiene appunto una fotografia normale, per così dire, sebbene sia necessario regolare la percentuale dei diversi colori (il rosso tende a imporsi sugli altri). Tutto ciò che si muove, come il gorgo di schiuma, apparirà però colorato nei tre colori fondamentali, perché in posizione diversa in ciascuna delle tre immagini.


Negli anni '70 questo tipo di fotografie andava molto di moda. Fotografando il mare, ad esempio, la risacca apparirà multicolore. O fotografando una strada affollata di gente, si ottengono "fantasmi" di vario colore, e così via. Magari può essere interessante riscoprire questo semplice trucchetto.

Ma l'esperimento ci rivela anche come funziona davvero la fotografia a colori, e quella digitale in particolare. Ognuno degli elementi sensibili (i Picture Elements o pixel) è in realtà sensibile solo ai livelli di luminosità: opera, cioè, in bianco e nero. Ma grazie a una filtratura (con una griglia a mosaico, la più comune è quella di Bayer) che permette la cattura delle immagini nei tre colori RGB (25% della lettura per ciascuno dei colori rosso e blu e 50% per il verde, a cui l'occhio umano è più sensibile), e grazie a un processo di demosaicizzazione cromatica, è possibile ottenere tutte le varie sfumature di colore. Una variante è costituita dal sensore Foveon della Sigma, che opera invece in modo affine alla pellicola a colori, con tre strati sovrapposti di pixel ognuno sensibile a uno dei tre colori fondamentali.

Elaborando la foto di apertura, io per primo mi son reso conto di quanto, anche oggi nell'era del digitale, il colore sia puramente un'opinione. 

Basta variare di poco la percentuale di uno dei tre colori, per avere immagini di tonalità completamente diversa. La fedeltà al vero è una chimera che molti, al giorno d'oggi, nemmeno fanno più finta di inseguire, preferendo alterare i colori in tutta libertà, il più delle volte spingendo in modo eccessivo sulla saturazione. Per questo, io credo, fa bene a volte tornare alle basi e fare semplici esperimenti come questo, perché ci permettono di riprenderci un minimo di consapevolezza. E magari scoprire che colorare tutto di blu, in fondo, non è male!