Ma quanto vale una fottuta fotografia? Forse meno di niente...

Il fotografo americano  Zack Arias ha sollevato una interessante questione sulla sua pagina Facebook

Infatti, come me, non conosceva (ancora) un sito che opera sullo stile delle agenzie di microstock, ma con una sostanziale differenza: offre le foto totalmente e completamente gratis. Gra-ti-s!

Ora, come fotografo che da decenni lavora con le agenzie fotografiche (tradizionali) so bene quale shock sia stata a suo tempo la comparsa, sul mercato, delle agenzie di microstock, figlie dell'era digitale e fenomeno di grande successo tra la folla di fotografi che, grazie alle nuove tecnologie, scoprivano che fotografare era facile e produrre belle immagini era alla portata di (quasi) tutti.


A quelle agenzie se ne aggiunsero ben presto altre che distribuivano video o fotografie realizzate con gli smartphone. La massificazione del mercato fotografico era cosa fatta! 

Ad ogni modo, sebbene pochi centesimi, quelle fotografie erano comunque messe in vendita, e il meccanismo economico era chiaro. 

Chi si fosse messo a lavorare con impegno, producendo migliaia e migliaia di fotografie, poteva (e può tuttora) anche guadagnare bene. Ci sono diversi fotografi professionisti che lavorano solo con le agenzie di microstock, e guadagnano cifre più che dignitose, i più bravi hanno anche creato in questo modo attività milionarie. 

D'altra parte nelle agenzie di questo tipo si lavora con contratti basati sulla libertà di distribuzione e sulla rinuncia ai diritti di riproduzione (Royalty Free), il che fa storcere la bocca e alzare il sopracciglio a quelli come me, ma ha un senso (almeno a livello economico), perché ogni singola foto può essere venduta più volte e su piattaforme diverse, teoricamente su decine di piattaforme diverse. Il successo dell'operazione l'ho personalmente verificato quando anche le agenzie con cui lavoro io hanno aperto delle sezioni dedicate al Royalty Free

Come dire: se non puoi combatterle, allora unisciti a loro.


Ma ora la faccenda è molto più complessa. 

Molti fotografi, soprattutto dilettanti, hanno sempre "regalato" le proprie fotografie, accontentandosi della citazione come autori (nella migliore delle ipotesi). Il digitale e Internet favoriscono questo che io definisco un atteggiamento: quello di valutare zero le proprie fotografie. Questi fotografi credono che il proprio impegno non meriti nemmeno un piccolo riconoscimento economico, ritengono di non valere nulla, e dunque nulla chiedono a chi poi, magari, farà un uso economico delle loro fotografie. 

In tal modo danneggiano gravemente coloro che di fotografia dovrebbero campare, almeno in alcuni settori del mercato, che infatti sono praticamente scomparsi. Si tratta comunque di un fenomeno inevitabile, fisiologico e che i professionisti possono combattere solo alzando sempre di più la qualità del proprio lavoro.

Ma ora la faccenda è davvero molto più complessa.

Ora c'è la certificazione che la fotografia non vale nulla, che a costo zero le foto (alcune anche di qualità a quel che vedo) possono essere scaricate, utilizzate liberamente (anche a scopi commerciali e pubblicitari), modificate e alterate senza che l'autore possa dir nulla e senza che riceva alcun riconoscimento per il suo lavoro, nessuna consolazione per lo scempio.

E i fotografi del sito Unsplash fanno tutto questo volontariamente. Nessuna pistola alla tempia, nessuna minaccia, ricatto o violenza. Sono solo "generosi" come sostiene il sito. In fondo fare una foto è facilissimo, una cazzata, che ci vuole? Premi quel fottuto pulsante ed è fatta: perché mai uno dovrebbe essere pagato per questo?

Unsplash è nato nel 2013 e molti autori vi hanno aderito secondo una logica che pare inattaccabile: io regalo un po' delle mie foto, e in cambio ho una notevole visibilità. Posso così promuovere il mio blog, il mio sito o anche far vedere a potenziali clienti di cosa sono capace.

La vecchia trappola della Visibilità! Pensa: ancora funziona, nonostante le tante, troppe fregature prese...

E sai una cosa? i fotografi debbono essere dei fessi notevoli per non accorgersi che alla fine un vincitore c'è: il sito stesso, che ha raggiunto (lui si) una grandissima visibilità e offre i propri servizi attraverso il sito Crew. A pagamento, sia chiaro. Non sono fessi, loro! E nemmeno ipocriti: raccontano tutta la storia della loro startup su una pagina del loro sito commerciale. 


E non pensare che su Unsplash ci siano poche foto raffazzonate e scadenti. Prova a farti un giro. C'è della roba discreta, in alcuni casi davvero di qualità. 

Ho fatto una ricerca per la keyword "grass" (erba): un termine abbastanza banale e potenzialmente poco "creativo". Bene, al momento ci sono più di 5000 foto di prati pieni di erba verde

So cosa stai pensando. Ebbene si, ci sono anche 112 fotografie di "erba", quella da fumare (keyword "cannabis"), ma con diversi errori (ma comunque 21 foto per "marijuana"): forse mentre scrivevano le parole chiave la stavano appunto fumando.


Mica basta qui: c'è anche Pixabay, che offre più di 1,3 milioni di foto CC0 (Creative Commons Zero), cioé completamente gratuite e libere da diritti

Quello zero ci dice qualcosa di importante: che il valore della fotografia, almeno di quella generalista (perché per quella creativa e personale, e quella legata a progetti più ampi e articolati non è così) è oramai pari a niente, nulla, zero.

Ma se non valgono un cazzo, perché continui a farle 'ste fotografie? 

E soprattutto: ma tu davvero regaleresti le tue foto a siti del genere?