Avventure stenopeiche (e non solo)

Ho già scritto diverse volte su questo blog del mio progetto sull'Etruria meridionale "ai sali d'argento", cioè interamente realizzato con tecniche analogiche, e specialmente grazie a fotocamere "vintage" (un termine che non mi piace ma che uso per semplicità) e a fotocamere stenopeiche, queste ultime in buona parte realizzate da me modificando vecchie fotocamere 120, o costruendo ex novo delle "box cameras" o delle "can cameras", partendo rispettivamente da scatole o da barattoli.


La foto qui sopra, ad esempio, che mostra un ardito ponte della ferrovia Orte-Civitavecchia (dismessa da oltre vent'anni), è stata scattata con una Photax Bayer 6x9 cm, una fotocamera in bachelite degli anni '30-'60 (allora la produzione di un modello durava a lungo!). Ma oggi in particolare volevo parlarvi del mio ultimo successo, di cui sono molto soddisfatto: una piccola fotocamera "box" costruita partendo da una bella scatoletta di legno (penso di teak), con tanto di intarsi.


Un paio di settimane fa ero a Roma e sono entrato in uno di quei negozi stile "rigattiere" che vendono oggetti usati e "vintage" (appunto). In una vetrinetta ho visto lei, una bella scatoletta con il coperchio incernierato e una chiusura che lasciava ben sperare in merito alla tenuta di luce. Costo: 5 euro. Ovviamente l'ho acquistata. A casa, con circa un'oretta di lavoro, l'ho trasformata in una fotocamera stenopeica, applicando un foro da 0,25 mm. 

All'interno della fotocamera (cioè della scatoletta) si può inserire un foglio di carta fotografica bianco e nero del formato circa di 10x7 cm. Il tiraggio di 30 mm (nel foro stenopeico la "lunghezza focale" è pari alla distanza foro-pellicola) ne fanno un supergrandangolo pari a 10,8 mm, con un angolo di campo che sfiora i 130°! 


Ovviamente il foro non riesce a coprire l'intero formato della carta sensibile, è dunque c'è una pesante caduta di luce ai bordi, con un effetto vignettatura che a me piace molto, e che potete vedere nelle foto che allego al post. 

Ho presto scoperto che il foro originale non mi dava delle foto sufficientemente nitide (sebbene questo termine sia opinabile con il pinhole!), così l'ho sostituito con un foro acquistato su ebay e del diametro di 0,15 mm. Per diametri così sottili preferisco acquistare i fori realizzati col laser, visto che la necessaria precisione sarebbe complicata con i classici metodi artigianali. Ora la mia scatoletta funziona benissimo, e usarla è un piacere: almeno, un piacere che solo chi apprezza queste cose può comprendere.


La tecnologia è ridotta la minimo (qui è presente in percentuale leggermente maggiore a causa del foro realizzato con il laser), il tutto è primitivo ed essenziale, e andarsene in giro a fare foto con una scatola di legno intarsiata è decisamente impagabile!

Per i luoghi illustrati in queste foto, potete far riferimento al mio blog dedicato a Tuscia e Maremma, dove potrete anche fare il confronto con le "normali" foto scattate con una fotocamera digitale...