Roma per dritto e per (di)storto. Una passeggiata stenopeica

Hai voglia a dire che Roma è la città più bella del mondo! Ogni città è a suo modo speciale, ma certo Roma è tra le più speciali, e anche una di quelle che sembra oramai organizzata (si fa per dire) solo per farti arrabbiare. 

La bellezza e il degrado, la magnificenza e la sciatteria sono così interconnesse da sembrare una cosa sola, e per di più senza quella magnifica leggerezza che, per esempio, possiede Napoli. Insomma, ci vuole creatività e un pizzico di follia per creare una certa estetica della decadenza (e la relativa filosofia del riscatto) che Napoli possiede, e Roma no. 

Roma è nata per essere grandiosa, magniloquente, anche retorica, e se la si lascia andare in malora non sembra "caratteristica", sembra solo trascurata. Io la penso così, almeno, e oramai ci vado di rado, nella Capitale: solo se strettamente necessario.


Qualche giorno fa ho dovuto appunto fare una visita medica, e subito dopo ho deciso di fare un giretto fotografico con le mie stenopeiche autocostruite

In fondo è sempre divertente vedere le facce dei turisti impegnati a farsi i selfie quando vedono un matto montare dei barattoli e delle scatole su un treppiede, e poi aspettare paziente anche per alcuni minuti. 

Questa qui sopra è una delle foto realizzate con una scatola di latta di Ikea e un pezzetto di carta fotografica bianco e nero. Oltre al foro stenopeico s'intende. Formato originale 9x12 cm circa. Non male per una scatola!


Subito dopo, seguendo quello che è il flusso naturale del percorso turistico, mi son dedicato all'Arco di Costantino. Stessa scatola della foto sopra (ho sostituito la carta fotografica con una "changing bag", un camera oscura portatile), ma poi ho croppato la foto in formato quadrato. 

Da notare che tutta la folla di turisti in movimento, grazie all'esposizione di circa 3 minuti, è praticamente sparita, tranne un omino, che è rimasto fermo tutto il tempo.

Oltre agli sguardi curiosi dei passanti, però, come chiunque passi da quelle parti, ho attirato anche venditori di gadget vari (specialmente "selfie sticks", che è un affronto per chi fotografa con le scatole!), e anche guide improvvisate, operatori di tour organizzati e ovviamente gli immancabili "centurioni", in buona parte vestiti come a carnevale, con scarpe da ginnastica ed elmi di plastica.

La Roma che non sopporto (a volte difficilmente separabile da quella che amo), ha cercato di catturarmi.

Così, prima di andar via, son tornato sui miei passi e ho realizzato un'ultima foto, anamorfica stavolta (il foro è tangente alla superficie sensibile).


Roma deformata, il Colosseo curvo e quasi irriconoscibile. Una reazione alla realtà che non mi piace? Forse. Un semplice gioco, un modo per creare qualcosa di inusuale? Potrebbe essere. Non lo so, davvero. 
Ma da quella semplice passeggiata ho almeno tratto una foto che mi piace. La mia interpretazione del Colosseo, fatto di prospettive non lineari. Questo è quanto.

E ora me ne torno tra forre e boschi, che è meglio...