Le foto si apprezzano meglio se stampate in un libro di carta. O no?

Vi avverto, intendo sostenere un'idea balzana che secondo gran parte dei "guru" della fotografia  è assolutamente sbagliata, falsa, stupida e superficiale. Una cazzata, per dirla in gergo tecnico. Ma come posso evitare di esprimere un concetto a me caro, e che vivo con la giusta dose di imbarazzo e non senza contraddizioni? Il momento di fare "outing" doveva arrivare, prima o poi. Per me è ora. Mi faccio coraggio e ve lo dico: a me le foto sul monitor piacciono. E gli ebook fotografici quasi li preferisco, spesso li apprezzo di più di quelli a stampa. 

Ecco, ora insultatemi pure, ma non prima di avervi spiegato le mie motivazioni.


Ad onor del vero sono sempre stato un patito della stampa fotografica. In fondo, ho iniziato con la camera oscura e il bianco e nero sviluppato e stampato da me. Successivamente ho impiegato soprattutto diapositive, e questo è un fatto fondamentale. 

Perché le diapositive le proiettavi, raramente le stampavi, fosse altro per il costo esagerato dei Cibachrome. Poi è arrivato il digitale, e allora ho ripresa a stampare, tanto, troppo. Volevo sempre vedere una certa foto che effetto faceva una volta messa su carta. 

La mia stampantina Epson R800 alla fine si è letteralmente arresa, decidendo di mollarmi. Ho ancora quelle centinaia di stampe A4, nonostante ne abbia regalate a mucchi. Insomma, dico questo per giustificarmi. Almeno un po'. Io amo le stampe, e ora sono anche tornato a fare stampe analogiche, figuratevi.


Ma quello di cui parlo non sono tanto le stampe "fine art", le mostre, insomma le foto godute come oggetti fisici, quanto i libri fotografici

Come dire: la massima aspirazione di ogni fotografo che si rispetti, diamine. Una mostra tutti riescono a metterla su, ma far pubblicare un libro di foto... eh beh, è tutta un'altra storia. Io ne ho pubblicati tre, più alcuni in self-publishing, ma non son mai riuscito a far passare il megalibro galattico che da solo avrebbe fatto avvizzire per l'invidia fior di fotografi. Ammesso che in Italia se ne producano, s'intende. In genere sono coedizioni con editori esteri e comunque riguardano i "maestri", generalmente ottuagenari.

Comunque sia, i libri fotografici costano molto: costa realizzarli, costa acquistarli. E in genere deludono, se non sono "portfolios" di autori che ben si conoscono, o libri importanti di fotografi di alto livello (e ampie possibilità economiche). 

Specialmente deludono dal punto di vista tecnico: la stampa di qualità non è alla portata di tutti. Io possiedo libri che mi piacciono molto, sia come impaginazione che come fotografie, ma ne ho anche parecchi che trovo abbastanza sotto la media, che non mi convincono. Ma questa è una questione di gusti. 

Ma resta un fatto: le stampe fotografiche funzionano sulla base della luce riflessa, e la qualità di questa luce incide parecchio sulla resa finale. 

E' il motivo per cui guardando una foto durante una mostra importante ci appare bellissima e poi sul catalogo non è assolutamente all'altezza. Nelle mostre serie la luce è a 5500° K, magari led, ben calibrata, mentre il libro lo guardiamo sotto luci inadatte. Per non parlare, a volte, del fenomeno del metamerismo, che cambia completamente la tonalità delle stampe di un libro, soprattutto se stampato in digitale. 

Ma la rivelazione finale mi è arrivata ammirando (è la parola giusta) degli ebook in PDF. Quelli che molti fotografi disprezzano (ma vanno molto bene negli USA, ad esempio), quelli che vengono considerati i fratelli poveri e sfigati del libro cartaceo, quelli lì, insomma. 

Li consideravo male pure io, un tempo, nonostante ne abbia realizzati diversi, anche perché - come professionista - mi son subito reso conto che nessuno voleva comprarli. Vada per saggi e romanzi, ma il libro fotografico dev'essere di carta. 

Presto, però, mi son reso conto che mentre gli ebook che possiedo li guardo regolarmente, quelli cartacei restano chiusi per anni. Sarà che devi avere lo spazio e la luce giusta, sarà che devi stare attento a non rovinarli, non so. L'ebook ce l'hai sul desktop o nel tablet, a volte sul telefono, e in un attimo puoi gustarti le foto. 

Ecco, appunto, le foto: che non sono guardate a luce riflessa, ma a luce trasmessa, come le vecchie diapositive sul tavolo luminoso, per dire. La luce proviene da loro e, a meno di starature esagerate, è una luce abbastanza ben calibrata, i colori sono vividi, il bianco e nero contrastato a dovere. Sembrano vive. 

E un libro del genere costa pochi euro. Se anche alla fine non ci piace, non avremo da dolerci troppo.

Sto forse affermando che i libri cartacei dovrebbero sparire? Ovviamente no, mi piace la consistenza della carta e l'odore dell'inchiostro!

Ma penso che valga la pena di riconsiderare lo snobismo con cui guardiamo agli ebook, e iniziare ad apprezzarne i numerosi pregi, sopportandone i difetti. Questi ultimi sono ovvi, ma tra i primi vi voglio segnalare che: 1 - dopo un secondo dall'acquisto, il libro sarà presente sul vostro computer, tablet o smartphone; 2 - che alberi e foreste vi saranno grati per il mancato abbattimento (spesso inutile, visto che poi certi libri non ne erano degni); 3 - che quando siete in viaggio, potete avere con voi decine di libri fotografici, cosa che con i libri cartacei richiederebbe il ricorso a un furgone; 4 - che potete ingrandire i dettagli di una foto (qualità permettendo) e gustarvela anche al buio. 

E ci sarebbero altri vantaggi da elencare. Ma mi fermo qui. So di non avervi convinti, ma io ci ho provato...