Quattro fotografi in barca (per tacer del cane, che in effetti non c'era)


Stanotte, dopo una cena abbondante, ho fatto un sogno davvero strano. C'erano quattro fotografi in una barca, di quelle a remi, che come nel romanzo di Jerome K. Jerome se ne andavano navigando su un ampio fiume circondato da boschi e montagne, remando a turno. Doveva essere un fiume della California, penso. 

C'erano Ansel Adams, Edward Weston, Minor White e Dorothea Lange. Una bella combriccola di amici.

"Non mi sembra sia stata una buona idea. Di sicuro no", fece Minor White scuotendo lentamente la testa. Weston, che era impegnato a remare, e la faccenda non gli riusciva facile, ruggì indispettito: "tu continua a meditare in silenzio, invece di dire cose ovvie!".

Dorothea Lange sospirò: "ragazzi, ragazzi, ma che vi prende? Cerchiamo di goderci la gita senza litigi, per favore". Dietro di lei, sull'altro predellino della barca, Ansel Adams annuì: "infatti, non roviniamo tutto litigando... piuttosto, che ne dite di approdare laggiù? Da lì sembra esserci una gran bella visuale sul fiume e le montagne!".
"Non cominciare con i tuoi paesaggi che mi viene male!" sbottò Weston lisciando l'acqua con un remo. Gli spruzzi bagnarono il povero White, che emerse di colpo dalle profondità delle meditazioni buddiste e biascicò una qualche parolaccia, che gli altri fecero finta di non aver sentito.

"Piuttosto", proseguì Weston, "troviamoci una bella caletta riparata, che accendo un bel fuoco e arrostisco i peperoni che mi son portato per pranzo".
"I peperoni?" bofonchiò White asciugandosi la faccia dagli schizzi: "ma sei matto? A parte che scommetto che prima li vorrai fotografare e ci metterai ore, ma poi non trovi che siano - come dire - un po' pesantini? Poi ci assillerai con i tuoi mal di pancia..."
"A me piacciono" provò a difendersi Edward, cercando la complicità di Dorothea che si limitò a commentare: "questo è evidente". Poi aggiunse: "davvero, Edward, credo non sia il caso. Secondo la mappa, dietro l'ansa del fiume c'è un villaggio di contadini. Ci fermiamo lì a prendere dei panini. Magari trovo anche qualche soggetto interessante da fotografare".
"Oddio no!" urlò Weston esasperato: "che se tu ti metti a fotografare i contadini non la finiamo più!"
"Insomma, siamo o non siamo qui per fotografare? Allora troviamo qualcosa che piaccia a tutti noi e dedichiamoci a quello, d'accordo?" chiosò Ansel.

Silenzio.

"A me piacciono anche i paesaggi" fece Edward Weston tirando i remi in barca e sperando di trovare la complicità di Adams
"Si, anche a me, ma mi vanno bene anche dei dettagli... che so, delle rocce" aggiunse calmo Minor White
"Mai fotografati paesaggi senza esseri umani. Però potrei fotografare voi, anche se oggi di umano avete poco" disse sorridendo Dorothea Lange
"Tutti d'accordo, allora? Troviamo un bel punto panoramico con delle rocce e siamo a posto" concluse sornione Ansel Adams.

White si offrì di remare: "vi porto laggiù, dove si vede quella specie di promontorio. Sembra un posto adatto!"
"Quello?!" grugnì Weston, "lì non trovi un soggetto neanche a pagarlo. Tutti quegli alberi coprono la visuale, e quelle non sono rocce, sono colline. Andiamo piuttosto verso quella specie di fiordo, le due pareti di roccia forniranno una bella quinta e si potrà giocare con i riflessi nell'acqua".
"Bah, non mi ispira per niente. Preferirei quella riva ghiaiosa che si intravede appena dietro la curva del fiume. Un bel posto aperto, ampio, pieno di spunti creativi" suggerì Adams.
"fate voi, ma io ho fame" si lamentò Lange.

"Siete insopportabili, mai d'accordo su nulla" alzò la voce Weston, "senti che parla!" lo rimbrottò White, "ma avete lasciato a casa il buon senso?" aggiunse Adams accalorandosi anche lui.

"Ed è proprio a casa che voglio tornare!" fece Dorothea Lange. Era l'unica proposta sensata. 

A quel punto mi sono svegliato.