Nella grotta. Piccola avventura fotografica, tra acqua e fango

Io di certo non sono uno speleologo, sebbene i luoghi ombrosi, le forre e i cunicoli mi siano sempre piaciuti. Comunque, approfittando dell'occasione offertami da alcuni amici esperti di grotte, mi sono dedicato a una breve esplorazione di una grotta relativamente facile, ma molto suggestiva, grazie anche al fatto che vi scorre un piccolo torrentello. Il mio obiettivo principale era ovviamente fare un po' di foto.


Scattare fotografie in un ambiente del genere è tutt'altro che facile. Innanzitutto c'è da pensare all'illuminazione, visto che il buio è totale. In genere si preferisce ricorrere ai flash, ma io in questo caso ho utilizzato una serie di luci continue led, "pennellando" l'ambiente. In tal modo mi sembra di avere un maggior controllo su luci e ombre. Ovviamente non ho cercato di fare fotografie in cui si "vedesse tutto", ma in cui sprazzi di luce emergessero dal buio profondo.


Questa grotta non ha grandi concrezioni, come stallattiti e stalagmiti, se non in alcuni punti. Insomma, non è come certe grotte turistiche, piene di decorazioni calcaree: è principalmente un tunnel scavato dall'acqua nel travertino.


Nella sala terminale, piuttosto ampia, si rinvengono però delle concrezioni "a macchia di leopardo" nei cui pressi si trovano enormi gruppi di pipistrelli. Migliaia di individui che si sono allarmati al nostro arrivo, motivo per cui siamo stati solo il tempo strettamente necessario. La sala è praticamente invasa dal guano della colonia, in cumuli alti diversi metri. Andarsene, in effetti, è stata anche una necessità... olfattiva!