La distanza (magari non insuperabile) che c'è tra la Street Photography e la fotografia di Paesaggio

Ci sono due precise tendenze nella fotografia di oggi, quella mainstream almeno. Una è lo storytelling: tutti raccontano storie, sembrerebbe, tutti utilizzano la fotocamera per mostrare le proprie esperienze, le proprie emozioni, i propri viaggi. In effetti, il più delle volte pensano di farlo, non lo fanno davvero, perché fare storytelling visuale è meno facile di quel che sembra. Ne riparleremo. 

Un altro trend è quello della Street Photography. Va alla grande, la fotografia di strada! Come leoni in agguato nella savana, schiere di fotografi si appostano negli angoli giusti in attesa che il mitico allineamento cuore-cervello-occhio di Cartier-Bresson arrivi a ispirarli.


Qualche volta, confesso, ho provato anch'io a realizzare un po' di fotografie di questo tipo, cogliendo qua e là qualche insperato successo. Ma la verità è che a me stare in città non piace. A volte provo fastidio anche per i quattro gatti che incontro passeggiando nei vicoli del paesello in cui vivo. Figuriamoci. 

Il fatto è che noi fotografi di paesaggio siamo gente solitaria. Pratichiamo uno storytelling intimo, diciamo, e quel che ci piace narrare nasce da dentro, non si trova fuori. Perciò permettetemi di mettere nero su bianco quelle che secondo me sono le differenze tra la fotografia di Landscape (uso l'inglesismo per sembrare più figo) e la Street, sottolineando che sono delle riflessioni appunto personali (e di parte) dunque opinabili


Istante v/s Tempo - La Street si basa sul cogliere al volo la situazione che ci capita davanti. Occorre essere concentrati come predatori e non distrarsi, perché una volta passata, l'occasione non ritorna. 

Nella fotografia di paesaggio bisogna certamente essere attenti, e guardarsi attorno con occhio acuto e tagliente, ma in genere si lavora sui tempi lunghi, dilatati. 

E' una forma di meditazione e sebbene a volte sia necessario operare con rapidità per non perdere una certa ombra o la luce giusta, tuttavia è proprio nella lentezza che spesso risiede il successo di una foto, nello sfruttare tempi di scatto lenti, o lentissimi, a maggior ragione se si ricorre a tecniche come il foro stenopeico o a filtri come l'ND 1000. Si vuole interpretare la scena che abbiamo davanti, non semplicemente registrarla su sensore o su pellicola.


Contesto v/s Umanità - E questo è ovvio. Nella Street il soggetto può anche essere ambientato, dunque piccolo rispetto a un contesto, ma indubbiamente sarà quasi sempre costituito da un essere umano, mentre nella fotografia di paesaggio raramente vediamo la presenza di animali del genere Homo, sebbene possano esserci i segni che questo lascia nel paesaggio stesso. Segni piccoli a volte, o totalizzanti: il paesaggio può anche essere quello urbano o addirittura industriale, come i coniugi Becher o Gabriele Basilico hanno ben dimostrato. 

Genius Loci v/s Società - Lo spirito di un luogo è legato anche a chi lo frequenta, ma è qualcosa che emerge a prescindere dal fatto che qualcuno ci sia o meno. Un luogo solitario, spesso, ha un "genius loci" molto più potente di uno pieno di gente. Diciamo pure che noi fotografi di paesaggio preferiamo di gran lunga i luoghi solitari; viceversa i fotografi di Street non possono proprio fotografare se non c'è almeno un po' di gente. 

Sono fotografi socievoli, inevitabilmente. Il più delle volte simpatici e cordiali. Chi mi conosce sa bene che invece io - e quelli come me - sono più sul lato "sgrunt" della barricata (faccio finta di scherzare, ma è proprio così). A onor del vero ci sono fotografi paesaggisti molto socievoli e amanti delle feste e della compagnia (Ansel Adams stesso era un vero deus ex machina delle feste, molto apprezzate dagli amici), ma NON quando si fotografa: magari prima o dopo.



Senso del presente v/s Senso dell'eternità - Ora sto esagerando: se non eternità, di certo decenni. Intendo dire che chi fotografa il paesaggio lo fa sapendo di interpretare un soggetto che rimarrà sé stesso a lungo. Yosemite o Yellowstone ripresi dai grandi fotografi paesaggisti americani sono fotografabili ancora oggi più o meno allo stesso modo, e c'è in effetti chi riproduce (con la tecnica detta Comp Stomping, che aborro) le foto famose di Adams, Brett Weston, Michael Kenna & Co. 

Le foto di paesaggio urbane risentono di più del tempo che passa, e la Beirut di Basilico, con i palazzi crollati e crivellati di colpi di mitragliatrice  nel frattempo (e per fortuna) è tornata più o meno una città normale (ma le foto restano bellissime e senza tempo). Comunque le città hanno la loro dose di eternità, basti pensare a una foto dei centri storici di Roma o Parigi.

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Invece le foto di Street, visto che coinvolgono le persone, sono ben databili: gli americani di Walker Evans o di Robert Frank sono davvero diversi da quelli di oggi, e lo sono gli italiani fotografati on the road negli anni '80 o negli anni '90! Questo non significa che una bella foto divenga brutta, anzi, ma in generale la Street è un tipo di fotografia molto legata al presente.

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Bene, ora che mi sono inimicato un sacco di fotografi che amano la Street Photography, permettetemi un patetico tentativo di rimediare affermando che pur sentendomi pienamente e consapevolmente un fotografo di paesaggio (nelle varie declinazioni possibili), apprezzo moltissimo coloro i quali riescono a fermare l'istante significativo, e magari divertente, cogliendolo al volo mentre si muovono sinuosamente per le strade delle città (chi non ricorda il "balletto" che Cartier-Bresson effettuava mentre era intento a fotografare?).
La chiusura cerchiobottista prevede che affermi con convinzione che non ci sono classifiche tra i generi fotografici, tutti hanno la loro importanza e validità. E' la bravura del fotografo che conta, come sempre...

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