Il più grande segreto per diventare fotografi bravissimi. Sul serio!

Robert M. Pirsig è morto ad aprile di quest'anno, nemmeno tre mesi fa. Se non lo conoscete, probabilmente è perché siete più giovani di me, e meno fricchettoni (ammesso che io possa essere definito un fricchettone, ma vabe'). 

Comunque, è l'autore di un romanzo che è romanzo già a partire dal titolo: "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta". Letto questo, ti passa la voglia di leggere il resto! 

Il libro è un mattone interessante, pieno di saggezza elargita con generosità e di frasi ideali per essere citate, e infatti è citatissimo: forse solo il "Profeta" di Gibran riesce a fare meglio. Ad ogni modo, quando l'ho letto (ne è passato di tempo) rimasi colpito da alcune riflessioni, che ho conservato nella memoria. Ve ne cito appunto una traendola dalla mia memoria: "volete sapere come realizzare un quadro perfetto? Fatevi perfetti, poi dipingete con naturalezza".


Finché non saremo morti, voi e io, potremo sempre avere delle sensazioni, delle emozioni, addirittura delle idee, ed esprimerle. I più lo faranno in modo confuso, superficiale, banale, altri invece sapranno mettere insieme le parole giuste, i colori giusti sulla tela, o scattare una foto adeguata a rendere quel che hanno nella testa e nel cuore. 

Il libro di Pirsig si concentra sulla qualità: se fate le cose come si deve (in senso Zen, dunque come se null'altro esistesse), la vostra ricompensa è nell'opera stessa. Che sia creare un capolavoro per il MoMa di New York o fare la manutenzione di una vecchia motocicletta, poco importa. Eccolo il grande segreto: la dedizione! Ma non la dedizione semplice, che tutti possono raggiungere (sarebbe facile, così), ma la dedizione che deriva dall'orientare tutta la propria esistenza verso quell'obiettivo. Infatti, voi e la vostra fotografia non siete cose distinte, siete la stessa cosa.


Non potete fotografare null'altro che non sia già, in qualche modo dentro di voi, e la perfezione non può venire né dalla fotocamera, né dalle nozioni che avete pedissequamente imparato su un libro o da un tutorial di YouTube. 

La perfezione è nella vostra vita, e nel modo in cui imparate a rispettarla. Perciò se davvero volete scattare delle foto perfette, degne di voi, è su di voi che dovete lavorare, non sulle fotografie. Se non avete nulla da dire, se siete annoiati, stanchi, depressi, o stupidamente allegri, se non avete alcuna sensazione precisa ed esaminata, compresa e accettata, se le vostre idee sono confuse, vaghe, lasciate andare alla deriva, non otterrete foto valide, al più foto ben fatte. Che non è affatto la stessa cosa, anzi spesso sono agli antipodi.
Sostituire all'ispirazione e al lavoro su di sé la tecnica sopraffina è tipico dei fotografi falliti (e dei professionisti). 

Non è il suggerimento che vi aspettavate? Cari miei, non ditelo a me!