Perché la fotografia stenopeica?

La gran parte della storia della fotografia è stata analogica: grani d’argento, sviluppo e fissaggio, pellicole, lastre, e compagnia bella. Questo è un dato di fatto. E personalmente ho sempre creduto, e credo tutt’ora, che un fotografo non possa dirsi completo, e un vero appassionato, se non ha almeno provato, almeno una volta, anche solo per una singola sessione, a sviluppare una foto con metodologia chimica e non digitale.


Questo non per una forma di snobismo ma, se vogliamo, per una sorta di rispetto verso la storia della nostra arte, e anche – ovviamente – per conoscerne davvero ogni aspetto, e verificarne di persona tutte le potenzialità. Indubbiamente parlo così perché sono nato e cresciuto nell’analogico, lo ammetto, ma è anche vero che poi ho abbracciato con convinzione il digitale.
Le cose sono andate così: nel 2002 collaboravo con diverse riviste e con l’agenzia Marka di Milano (con quest’ultima collaboro tutt’ora). A fine anno, sono passato al digitale, acquistando una primitiva Nikon D100 da ben 6 megapixel (non ridete: la D1 ne aveva solo 5…) e agli inizi del 2003 ho cominciato a proporre i miei reportage di viaggio nel formato digitale. Niente da fare: le redazioni non erano pronte, diffidavano della nuova tecnologia. Pian piano, sono riuscito ad ottenere di poter presentare un mix di foto analogiche (diapositive) e digitali. 
Ma poi, col tempo, e dopo aver verificato che la qualità bastava e avanzava, gli Art Directors hanno iniziato ad accontentarsi del solo digitale. Era il 2004: da allora, non ho più toccato un rullino per almeno 8 anni! Poi, come capita a chi ha fatto una scorpacciata di CD e MP3 e vuole tornare ad ascoltare musica su vinile, anche a me è tornata la voglia di riprendere in mano la pellicola e di tornare a sentire il caratteristico odore degli acidi della camera oscura.


E’ a questo punto che ho incontrato la fotografia stenopeica. Il fatto è che le foto fatte con la reflex analogica, non si differenziavano al punto giusto (cioè tanto) dalle foto digitali: avevano più matericità, più corpo, questo si, ma alla fine la maggior parte di coloro che le vedeva non notava immediatamente la differenza.
Ma col foro stenopeico la differenza si vede, eccome! E’ addirittura abissale.
Certo, si può usare il foro stenopeico sul digitale ma, se non si possiede una medio formato (e il solo dorso costa molte migliaia di euro!), la qualità è troppo scadente.
Invece su pellicola è tutto più facile. Acquistare una fotocamera di legno costa una cifra molto bassa, si possono utilizzare rulli 120  che danno negativi di formati molto ampi (6x6, 6x9, 6x12 fino anche al 6x17 o 6x18 cm!) e dunque ottenere risultati eccezionali, se consideriamo che non c’è alcun obiettivo ma solo un forellino. Ma soprattutto si può facilmente realizzare da soli la nostra fotocamera. Ed eccoci al punto.


Molti appassionati vorrebbero provare almeno una volta il brivido della sviluppo e della stampa di una foto analogica, non tanto perché intendano abdicare al digitale, ma per “completezza” della propria preparazione, per avere una conoscenza non solo teorica della gran parte della storia della fotografia che, come detto, è stata analogica in gran parte. Però il loro intento è frenato dalla complessità di acquistare su ebay una fotocamera a pellicola, di reperire la pellicola, i chimici, i vari accessori, figuriamoci un ingranditore. Attrezzare una camera oscura non è cosa di poco conto, e spesso non vale la pena farlo, se è solo per “provare”. Se poi nasce la passione, allora uno si attrezza, ma all’inizio uno vorrebbe solo scoprire che effetto fa.
Bene, la fotografia stenopeica è la risposta giusta. Cerco di farlo comprendere sempre ai partecipanti dei miei workshop: non è che debbano scoprire questa tecnica fotografica esclusivamente per uno specifico interesse verso tecniche esoteriche, ma perché il pinhole, come lo chiamano gli anglosassoni, può aprire molte porte, e consentire un accesso facile ed economico al mondo analogico.


Se siete incuriositi da questa tecnica, vi ricordo il mio (economicissimo) ebook sulla Fotografia Stenopeica, disponibile su Amazon.

Note tecniche - Le foto che illustrano l'articolo sono state tutte realizzate con un barattolo convertito in fotocamera stenopeica, e carta fotografica bianco e nero. I negativi sono stati ottimizzati digitalmente.