La vera avventura

Viaggiare è un’attività comune, oggi. Più o meno tutti, prima o poi, riescono a fare una vacanza, un viaggio o almeno un’escursione, da cui tornare con la scheda della fotocamera piena di immagini “epiche”. Spostarsi, anche di migliaia di chilometri, entrare a Samarcanda o a Timbuctù, visitare il bazaar di Zanzibar o anche camminare sui ghiacci dell’Artide non è roba per esploratori svitati e disposti a rischiare la pelle. 


Eppure, mai come di questi tempi il viaggio, il viaggio vero, è diventato raro, sostituito da concetti assai diversi, come “vacanza”, relax, “piacere della scoperta” e altre parafrasi che indicano solo una cosa: che nel pacchetto all inclusive che acquistiamo nell’agenzia di viaggio è previsto tutto, tranne quello che dovrebbe davvero esserci, cioè un’esperienza che cambi la vita.
Il vero viaggiatore, anticamente, era colui che non tornava mai da un viaggio – breve o lungo che fosse – senza essere completamente una persona nuova.


L’esempio che si cercava di imitare era la Navigatio Sancti Brandani, il viaggio compiuto da San Brandano per visitare nuove terre da evangelizzare. Secondo la tradizione, il santo approdò su di un’isola dove viene raggiunto da numerosi monaci, che gli indicano un sentiero da percorrere. Brandano vaga per 15 giorni sull’isola, detta Terra Promessa dei Santi, donata da Dio ai monaci e ai loro successori sino alla fine dei tempi. I prati sono pieni di fiori, gli alberi carichi di frutti, i cieli luminosi. Ad un certo punto, Brandano viene fermato da un uomo risplendente di luce, che gli dice: “il Signore ti ha donato questa terra che darà ai suoi santi. Oltre, però, non ti è concesso andare, torna dunque da dove sei venuto”. 


Si tratta, ovviamente, di una leggenda con finalità pedagogiche: l’isola è il Paradiso Terrestre promesso a chi “si comporterà bene”, un luogo di tale bellezza e magia che inevitabilmente se ne proverà per sempre nostalgia, come in effetti – a quanto pare – avvenne al santo irlandese che non smise mai, per tutta la durata della sua esistenza terrena, di desiderare il ritorno in quel luogo splendido. Ma la Navigatio può essere letta anche come la metafora del viaggio perfetto, quello in cui si incontrerà un luogo da ricordare per sempre, un luogo in grado di cambiare il nostro approccio alla vita e di regalarci sempre nuove emozioni ogni volta che il desiderio di tornarvi ci prenderà alla gola.


Quanti viaggi del genere fanno davvero le persone? Quanti tornano cambiati dalle proprie “vacanze”? Forse più rilassati e abbronzati, ma pur sempre pronti a tornare alla solita vita. Invece la navigazione mitologica di Brandano non solo ha cambiato la vita del santo, ma di innumerevoli persone nel corso del Medioevo: si conoscono almeno 120 manoscritti diversi che la narrano e pare che lo stesso Cristoforo Colombo vi abbia tratto ispirazione per il suo viaggio verso le “Indie”…